Il Tirreno

Livorno

L'indagine

Inchiesta Casalp, il presidente: «Così combattiamo la morosità. Ma il sistema Erp è al capolinea»

di Federico Lazzotti
Inchiesta Casalp, il presidente: «Così combattiamo la morosità. Ma il sistema Erp è al capolinea»

A bilancio crediti esigibili per 33 milioni, Canovaro parla della doppia indagine. «Parte della cifra è persa per sempre, perché ci sono persone che non hanno nulla»

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Livorno Il bilancio di Casalp, società che gestisce quasi ottomila alloggi popolari in provincia di Livorno, è finito sotto inchiesta da parte di due procure. Quella contabile e quella penale. La prima ipotizza un danno erariale, la seconda una serie di falsi. Al centro degli accertamenti i 33 milioni di euro di crediti che la società ha messo a bilancio come esigibili e che invece – secondo gli investigatori – esigibili non sarebbero. Marcello Canovaro, presidente di Casalp dal 2019 si dice «sereno». Ma esprime un concetto chiave pe ril futuro: «Il sistema case popolari così com’è strutturato è al capolinea». E uno altrettanto per Casalp: «Una società con quel buco che non ha il nostro status avrebbe chiuso da tempo».

Partiamo dalle indagini.

«A quanto mi risulta non ci sono bilanci non veritieri in Casalp. Detto questo noi ci sentiamo abbastanza sereni perché stiamo facendo il massimo per recuperare crediti anche di molti anni fa».

Ma com’è possibile accumulare 33 milioni di euro di morosità?

«Semplice: per statuto le case popolari sono destinate alle persone più bisognose e a più basso reddito. I nostri debitori non sono stati scelti da noi. Se fossimo una società privata e avessimo scelto una persona a cui affittare un immobile non in grado di pagare sarebbe responsabilità nostra. Ma non siamo noi ad assegnare gli alloggi. Inoltre la norma impone che gli assegnatari non abbiano immobili intestati. In questo modo anche se accumulano 15-20mila o più euro di debito spesso non è possibile recuperare nulla anche con un pignoramento».

Però l’incremento del credito nei confronti dei morosi negli anni poteva essere gestito meglio, senza arrivare a queste cifre.

«Certo, ma come detto noi abbiamo limiti di legge. E facciamo conto solo sui canoni che riscuotiamo ogni mese, con una media che non supera i 100 euro mensili. Non abbiamo risorse, salvo pochissime, che vengano da altri enti per sostenere i bilanci. Certo gestiamo finanziamenti per gli investimenti, provenienti anche da alcuni Comuni come Livorno, ma questi non rientrano nel bilancio. Ecco perché diciamo che il sistema Edilizia residenziale pubblica, per come è strutturato adesso, è arrivato al capolinea. Adesso, con l’aumento dei costi generali e la mancanza di finanziamenti, per il settore Erp tutti i nodi vengono al pettine»

Quindi?

«Semplice: recuperiamo anche crediti molto vecchi, ma non il totale dei crediti o quanto sarebbe necessario, e ciò in ragione del tipo di utenza che gestiamo: il 22% non supera il reddito di due pensioni minime, il 20% ha reddito zero»

Vede una soluzione?

«Serve una presa di responsabilità affinché le istituzioni e il governo si facciano carico di queste problematiche per garantire funzionalità al sistema Erp, visto che solo con i canoni non è possibile fare manutenzione e allo stesso tempo garantire il ristoro del debito e i servizi amministrativi».

Presidente ci perdoni, però il nodo sono i milioni di euro di crediti esigibili euro che di fatto sono persi.

«Infatti la metà, circa 17, 5 milioni di euro sono garantiti come prevede la legge da un fondo. In pratica li abbiamo assicurati. Questo non significa che siano da considerare persi»

Di fatto sono inesigibili. E il resto?

«Le ripeto che stiamo operando attivamente per il recupero di tutte le somme, anche se è ovvio che il risultato va misurato anno per anno. Riscuotiamo somme anche di dieci anni fa. Come abbiamo fatto nel 2022. Certo non si riuscirà mai ad avere la somma intera. Credo che il problema delle indagini sia qui».

Se le dovessimo chiedere come sta Casalp?

«Finora abbiamo garantito la funzionalità della società e quindi non c’è stato alcun gravame di bilancio sui soci».

Però il bilancio 2021 per la prima volta è stato chiuso in rosso e il bilancio preconsuntivo dell’anno successiva parla di un possibile buco di 800mila euro

«I comuni con l’ultimo bilancio hanno riconosciuto il dimezzamento del canone concessorio: somma che Casalp è tenuta a versare ai comuni come diritto a fornire il servizio di Erp. Quest’anno si è trattato di una cifra di circa 1. 750. 000 euro. Dal prossimo passerà a circa 850. 000 euro. È un fatto molto positivo perché riconosce che per il sistema Erp non è più possibile mettere a bilancio spese come queste a carico degli assegnatari. Posso aggiungere una cosa? ».

Prego

«Aver chiuso con il bilancio in rosso per la prima volta è un segnale di difficoltà ma anche di massima trasparenza. Contiamo, con il bilancio 2023, grazie al dimezzamento del canone concessorio, al recupero della morosità e ulteriori interventi sul bilancio di tornare in attivo».

Al di là delle eventuali beghe con la giustizia abbiamo un’azienda costretta a bloccare 17, 5 milioni euro per andare avanti

«Questo è un limite perché ci impedisce di utilizzarne parte per la manutenzione».

Soluzioni?

«Riguardo ai crediti accumulati vanno smaltiti progressivamente, eliminando quelli che divengono inesigibili e cercando di incassare il più possibile. Riguardo al bilancio poi è necessario andare avanti con la costruzione di nuovi alloggi Erp e la manutenzione straordinaria, che ci consentono di coprire parte di costi di funzionamento del personale. Infine c’è un dato sulla morosità da ricordare: prendendo un qualsiasi dato annuale, questa dal 20-25% al primo anno si riduce nel giro di due o tre anni al 15%, a 7-8 anni al 10%, cioè c’è un oggettivo recupero». l



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