Gioco
Livorno, porta la moglie malata in chiesa: multato per il parcheggio, decide di pagare il doppio
Ha posteggiato oltre gli stalli per permettere alla donna di seguire la messa: ingegnere civile in pensione spiega i motivi della sua “provocazione”
LIVORNO. C’è chi grida, chi protesta e chi si rassegna. Trovare una multa per divieto di sosta sotto il tergicristallo dell’auto non fa mai piacere, parliamoci chiaro. E le reazioni sono le più svariate. Quella di Mario Gaudio, 94enne ingegnere civile in pensione, è più unica che rara: perché lui ha deciso di pagare il doppio della multa che gli era stata inflitta. «Ma la mia non è stata una protesta o una provocazione – assicura Gaudio contattato dal Tirreno –. Mi sono detto: secondo me questa multa è ingiusta, ma dato che il Comune multa per fare cassa allora do una mano pagando di più». Come dire: devono far cassa? Almeno la fanno come si deve. «Purché questi soldi siano destinati ad attività sociali (cioè per qualcosa che lui ritiene giusto, ndr)». Se non è una provocazione di sicuro è una trovata per far riflettere sulla questione. Ecco come è iniziato tutto.
La chiesa
L’ultimo dell’anno Gaudio va alla chiesa di Sant’Agostino, in piazza Aldo Moro. Sono le 17.30 e a quell’ora c’è la messa, seguita del Te Deum di ringraziamento per l’anno che si conclude. L’ingegner Gaudio arriva lì in auto, accompagnando la moglie con problemi di salute. «Nella piazza il numero dei parcheggi delimitati – scrive in una lettera da lui inviata in redazione – ed è insufficiente in occasione delle funzioni religiose. Dunque può succedere che durante la messa ci si avvalga di spazi non segnati». Cioè che si lasci la macchina parcheggiata dove la sosta è vietata. E così ha fatto anche Gaudio. «Avevo usufruito di uno spazio davanti alla chiesa, del tutto fuori la direttrice di transito senza costituire ostacolo o pericolo per la circolazione stradale. Peraltro quello spazio è usato dai mezzi dedicati in occasione dei funerali».
La multa
Gaudio racconta che alle 18.26 un agente della municipale «ha elevato una contravvenzione per l’auto perché, così si legge nel verbale, posizionata al di fuori degli spazi delimitati». Gaudio non è l’intestatario dell’auto multata, che è di proprietà della moglie da lui accompagnata – in qualità di conducente del veicolo sanzionato – alla funzione in chiesa. Gaudio dice di prendere atto «della scarsa sensibilità dell’accertatore verso circostanze eccezionali» e ravvisa «l’assoluta assenza di pericolo per la viabilità». Nonostante questo sa che l’auto era in divieto di sosta e sa che la sanzione deve essere pagata. Dunque ha preso una decisione. E lo ha fatto partendo da un presupposto.
Il pagamento
«Ritengo che la contravvenzione sia motivata dalla necessità di reperire risorse per attenuare il languore delle casse comunali», dunque, «a sostegno di questa ipotesi si è provveduto al versamento del doppio della somma imposta: abbiamo pagato 58,80 euro in luogo di 29,40 euro». Gaudio dice che, pur prendendo atto «della poca sensibilità dimostrata nel fare la multa», ha deciso di pagare di più in virtù «dell’affetto che mi lega al Comune di Livorno» e vede questi soldi come «un contributo per le attività sociali di competenza del Comune». Mario Gaudio, lo ricordiamo, è stato (tra le altre cose) per più di una dozzina d’anni il volto del Genio Civile in città . Il suo curriculum, del resto, è un susseguirsi di opere delle quali ha curato la direzione dei lavorio la parte tecnico-amministrativa. A cominciare dal completamento di Palazzo Granducale. Poi, ancora, la Dogana, il complesso delle suore a Quercianella, l’ampliamento dell’ospedale, della caserma dei carabinieri. E molto altro.
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