La protesta
Sulla gru di Lorenzini nelle terre di Msc. L’imprenditore: «Torni la pace nel porto di Livorno»
Viaggio tra i contenitori, alle spalle della Darsena Europa. Enio Lorenzini: «Su Tdt operazione storica per le banchine»
LIVORNO. Visto da 30 metri, da una delle gru di Lorenzini che quasi tolgono il fiato, il porto sembra una distesa infinita e insieme un po’ più piccolo, a portata di mano. Sul finire della mattina una mega nave di Msc fa manovra aiutata dai rimorchiatori ed entra in Darsena Toscana: accosta proprio alla sponda ovest, quella di Tdt, la società che era in mano al Gruppo investimenti portuali (partecipato dai fondi InfraVia e InfraCapital, con una quota minoritaria al ligure Giulio Schenone) e che ora sta passando tutta al colosso Msc, attraverso il braccio Til. Le gru iniziano a tirare giù i contenitori. Mentre dietro, subito alle spalle della Darsena Toscana, tra il Mediceo e la foce dello Scolmatore, si vedono le paludi-in parte già non più paludi di quella che vogliono far diventare la Darsena Europa. Osservando le banchine da qui si capisce bene perché il leader mondiale nella spedizione dei container vuole Tdt: il porto del futuro è lì dietro, a un passo, e se davvero Msc vorrà metterci mani e soldi, l’acquisizione di tutto il terminal contenitori è la mossa clou.
È di fatto con la società fondata negli anni ’70 come multipurpose da Enio Lorenzini e Ugo Grifoni che tra il 2013 e il 2014 Msc ha rimesso piede nel porto contenitori di Livorno, sulla sponda est: il colosso – che ovunque sta puntando a gestirseli, i terminal – ha oggi il 50 per cento della società livornese, che ha comunque sempre mantenuto non solo il nome, ma una certa autonomia.
Lorenzini e l’agenzia marittima Spadoni sono, insomma, il punto di riferimento livornese di Msc. Così non stupisce che ieri, al di là del varco Galvani, si respirassero parecchi sorrisi. Il presidente Enio Lorenzini la definisce una «operazione storica»: «Intanto perché un armatore che entra in una zona del porto con un traffico così importante dovrebbe, e noi ci impegneremo al massimo per questo, far sì che torni la pace sociale in porto. Sarebbe la cosa più importante. Poi se Msc fa scalo su Livorno acquistando un terminal vuol dire che avrà bisogno di qualcuno che la aiuti nella gestione, e darà ricchezza alla città. Livorno vive sul porto: se superiamo le guerre, a rilanciarlo può volerci poco...».
Detta così sembra semplice, ma non lo è. Basta girare lo sguardo, sulla stessa gru, per vedere la distesa di realtà che convivono spezzettate sulla sponda est fino al canale industriale. Ma soprattutto, alla radice della darsena, si vede il terminal Sdt, che unisce Tdt e Sintermar, che al suo interno ha anche Grimaldi. La stessa Grimaldi che con il fronte della stazione marittima – Msc, Onorato (Moby) e Porto 2000 – è finita alle carte bollate per le banchine riservate, questa volta, ai passeggeri. Così è lecito chiedersi se, e con quali conseguenze, nella nuova era Tdt, Grimaldi e Msc si troveranno a condividere l’oggetto dei noti scontri, l’area Sdt.
È bene comunque ricordare che prima tutta l’operazione Tdt-Til dovrà avere il via libera dell’antitrust, un passaggio non esattamente da poco.
Intanto, tornando alle “terre” di Lorenzini, il presidente sorride ma non risponde quando gli viene chiesto se negli ultimi giorni ha sentito l’armatore di Msc Gianluigi Aponte. Ed è inutile insistere oggi per avere informazioni sulla futura gestione del Terminal Darsena Toscana: che ruolo avrà, per esempio, Lorenzini? E quante società potranno continuare a gestire il traffico contenitori? Con quale assetto della forza lavoro? Si sa solo che il 19 gennaio Lorenzini sarà a Ginevra per parlare con Msc («abbiamo sempre avuto un rapporto di rispetto e di massima fiducia»). Per chi si chiede se il colosso potrebbe mangiarsi anche l’altro 50 per cento della società livornese, la risposto è un «no» secco.
Oggi Lorenzini & C – presidente Enio, amministratori Francesco Lorenzini e Daniele Grifoni – ha un centinaio di dipendenti e movimenta 300mila contenitori all’anno. «Può starne certa», risponde di getto Enio quando gli viene chiesto se Msc punta alla Darsena Europa. E Lorenzini? «Magari – la chiude con una battuta – con un’unghia».
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