Il Tirreno

Livorno

Microcriminalità

Spacca il vetro di un’auto e offende le suore: denunciato un 46enne

Claudia Guarino
Il poliziotto Falciola (a sinistra) con suor Raffaella Spiezio
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Il poliziotto Falciola (a sinistra) con suor Raffaella Spiezio

Livorno: l'uomo ha danneggiato la macchina di un geometra e ha poi insultato le religiose di fronta alla Casa San Giuseppe

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LIVORNO. Non c’è pace a Quercianella. Dopo il furto subito dalle suore Figlie della Carità nella notte tra sabato e domenica scorsi, martedì sera un operaio ha dato in escandescenze nel parcheggio che si trova di fronte alla Casa San Giuseppe. Prima con un sasso ha spaccato il vetro dell’auto di un geometra, poi l’ha aggredito e, successivamente, ha offeso le suore che – svegliate dal baccano – sono scese per capire che cosa stesse succedendo. Ma andiamo con ordine.

Tre operai e un geometra impegnati a lavorare in un cantiere a Quercianella alloggiavano momentaneamente alla Casa San Giuseppe. Martedì sera, il 10 gennaio, due di loro hanno cenato in un ristorante della città per poi andarsene senza pagare il conto (salvo lasciare un documento come garanzia e saldare successivamente). Tornati a Quercianella, i due si sono accorti che una delle gomme dell’auto era tranciata e, secondo quanto ricostruito dalla questura, uno degli operai avrebbe dato la colpa al geometra perciò avrebbe rotto il vetro della sua macchina con un sasso prima di scagliarsi contro di lui.

Avrebbe anche offeso le suore che, svegliate dal baccano, sono andate a vedere che cosa stava succedendo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Volante della polizia di Stato, guidati dal vicequestore Francesco Falciola, che hanno identificato tutti. Uno degli operai – un 46enne lombardo – è stato quindi denunciato per lesioni e danneggiamento. Per quanto riguarda il colpo messo a segno nella struttura durante il fine settimana, invece, dalla questura fanno sapere che sono in corso le indagini per risalire al responsabile e, in questo, un aiuto concreto è fornito dai filmati delle telecamere di videosorveglianza di cui la struttura è dotata. «Quando si verificano fatti come i furti messi a segno all’interno di casa San Giuseppe, inaccettabili perché perpetrati a danno di chi lascia le porte aperte al prossimo, il “testimone” passa alla questura già a buon punto nelle attività che permetteranno di individuare le responsabilità».

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