Gioco
Il prof del mare: «Msc e Grimaldi come Messi e Mbappé. Sta a Guerrieri farli “giocare” per il bene del porto di Livorno»
L’analisi di Gian Enzo Duci, docente di economia marittima all’università di Genova ed ex presidente di FederAgenti.: «E ora il lavoro aumenterà per tutti»
LIVORNO. Il porto di Livorno come il Paris Saint-Germain. Capace di schierare nella stessa squadra i due giganti dell’economia mondiale del mare. Scegliete voi chi tra Grimaldi e Msc sia Messi e chi Mbappè. La difficoltà? Far giocare insieme. La metafora per capire presente e futuro dello scalo livornese dopo che Gianluigi Aponte si è preso Tdt, è del professor Gian Enzo Duci, docente di economia marittima all’università di Genova ed ex presidente di FederAgenti.
Professore adesso che Msc si è presa il porto di Livorno ci dobbiamo aspettare grandi cambiamenti?
«Direi di no, Msc era già all’interno del terminal e fungeva da cliente. Ci sarà solo una riorganizzazione dei traffici. Al contrario questo ingresso è importante per Livorno».
Ci spiega il motivo?
«Msc negli ultimi anni aveva investito in altre realtà. E questo poteva far credere che Livorno diventasse periferica. In questo modo Livorno torna protagonista. Mi spiego meglio: Msc tra terminal passeggeri e terminal container era presente in dieci porti italiani. Con questa mossa il maggior operatore mondiale di movimentazione container riconosce l’importanza di Livorno a livello strategico riportandolo in testa alle strategie del Paese».
Significa riconoscere le potenzialità di questa realtà.
«Esatto. Ma guardi, Livorno se si pensasse in maniera proattiva avrebbe tutte le caratteristiche per essere il porto d’Italia».
Quali sono, invece, i limiti che lo frenano?
«La conflittualità tra gli operatori, più occupati a prendersela l’uno con l’altro invece di pensare in termini di espansione. Eppure Livorno ha potenzialità infinite. È l’unico porto italiano che può assolvere da solo a quello che fanno, insieme, Genova e Triste. In termini di collegamenti guarda al Brennero e ai percorsi verso la Svizzera. Ma queste potenzialità non sono completamente espresse. E le ragioni sono da ricercare nella necessità dell’Autorità di Sistema di gestire il conflitto interno più che pensare alla possibile espansione. È vero che la litigiosità nei porti è un fattore comune, diciamo che a Livorno più spinto.
Ma in questo affare chi ci rimette?
«A mio avviso nessuno. Dove Msc è intervenuto ha moltiplicato l’occupazione. Msc non è un operatore che arriva dalla e non conosce le dinamiche, arriva e sa come muoversi. Ecco perché per Livorno è un opportunità enorme».
C’è chi dice che Msc sia entrata a Livorno in vista della costruzione della Darsena Europa. È d’accordo?
«I porti sono organismi vivi, devono evolvere. Le opportunità della nuova Darsena sono importante e loro hanno voluto posizionarsi. Ma credo che l’operazione vada oltre, è momento di riallineamento».
E qui può nascere la conflittualità con Grimaldi?
«Avercene di conflittualità così. Si tratta di un’opportunità enorme. L’Autorità portuale di Livorno adesso ha il principale operatore mondiale dei traghetti e quello della movimentazione container. Che hanno dimostrato di voler investire qui. È come avere in squadra ha Mbappé e Messi insieme. Per l’allenatore è difficile farli giocare insieme ma è un opportunità per vincere la Champions. Sarebbe un peccato che non venisse sfruttata a pieno. Alcuni porti si metterebbero in ginocchio per avere la metà di questi operatori».
Quindi diventa centrale il ruolo del presidente dell’Autorità portuale.
«Esatto. Guerrieri forse è sotto pressione ma è uno che ha dimostrato di saperla gestire e per lui è un’opportunità straordinaria. Livorno ha una potenza di fuoco che hanno pochi porti italiani. Personalmente sono anni che dico che le potenzialità di Livorno sono enormi e in parte inespresse. La buona notizia è che i maggiori operatori mondiali si sono accorti di queste potenzialità».
Come si fa a monetizzare questa opportunità?
«Bisogna essere bravi a gestirli. Il tema dell’abbondanza è stimolante. Penso a scali come Cagliari e Taranto, che al contrario di Livorno non riescono a trovare operatori. Livorno invece è geograficamente un’isola felice e ha una storia importante. Ecco perché, oggi più che mai ha l’opportunità per diventare un fulcro dell’economia portuale al servizio del Paese».
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