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Polizia

In viale Ippolito Nievo la centrale della droga: preso con mezzo milione di cocaina - Ecco chi è

Stefano Taglione
Il sequestro
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Il sequestro

Livorno: un trentaseienne incensurato finisce in carcere e si trincera nel silenzio. In casa sequestrati 6,2 chili di "polvere bianca"

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LIVORNO.  Era una persona insospettabile: tranquilla e incensurata. Ma in un appartamento di viale Ippolito Nievo – non suo, ma all’interno del quale poteva accedere – gli sono stati sequestrati 6,2 chili di cocaina, dal valore di quasi mezzo milione di euro (496.000, considerando una media di 80 al grammo). È stato arrestato ed è in carcere per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti Olger Stolaj, un trentaseienne albanese senza alcun precedente penale e che ora viene ritenuto un pusher di primo piano nel panorama livornese. Il giovane è stato fermato nella notte fra lunedì e martedì scorsi dopo essere stato pedinato dagli agenti della Squadra mobile della polizia di Stato.

L’operazione

Stolaj aveva appena parcheggiato la sua macchina su viale Ippolito Nievo scendendo dall’abitacolo con in mano una busta. Lo stesso sacchetto, all’interno del quale si scopriranno poi i 6,2 chili di cocaina, non era più in suo possesso una volta tornato in strada per allontanarsi. Il segnale, per gli agenti guidati dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto, che bisognava intervenire immediatamente. L’uomo, disoccupato e con alle spalle solo lavoretti occasionali, è stato quindi fermato sotto l’appartamento e invitato a salire. Così ha fatto. Spontaneamente, durante la perquisizione, ha indicato dove fosse nascosta la droga, dal valore di mezzo milione, collaborando con gli inquirenti. Ma senza dire nient’altro nell’udienza di convalida che si è tenuta ieri alle Sughere, dove era stato accompagnato su disposizione della sostituto procuratore Sabrina Carmazzi.

La convalida

Il trentaseienne ha nominato come avvocate di fiducia Alessandra Natale di Livorno e Luisa Renzo di Firenze e ieri mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, ha deciso di non parlare. L’arresto, al termine della breve udienza celebrata in carcere, si è concluso con la convalida e la permanenza in cella del giovane per il pericolo di reiterazione del reato, dal momento che il tribunale ritiene che in città abbia vari collaboratori per lo spaccio. Troppo ingente il quantitativo di cocaina sequestrato nell’abitazione nella sua disponibilità, un vera e propria centrale di stoccaggio della droga, da ritenere che agisca da solo, come un spacciatore di piccolo calibro. l


 

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