Gioco
Attias, via Roma, corso Amedeo tra infrazioni e furbate: viaggio dove il traffico pirata è la regola
E gli abitanti dell’area pedonale in via Ricasoli chiedono più agenti in zona. Una telecamera farebbe strage, beccando in flagranza non meno di 3-400 veicoli targati al giorno
LIVORNO. Metti una mattina all’intersezione via Ricasoli, corso Mazzini, via Marradi, corso Amedeo e osservi gli agenti della Municipale. Loro, già nelle 24 ore prima hanno cominciato a fare controlli serrati in quell’esatto punto, in una operazione che vuole, almeno nelle intenzioni, stroncare la cattiva abitudine di fare un po’ come ci pare. Che si sia in auto, in scooter, o più semplicemente in bici. Basta mettersi lì e aspettare. Che tanto arrivano. Come fossero colombi nel periodo migratorio. Una telecamera farebbe strage, beccando in flagranza non meno di 3-400 veicoli targati al dì. Almeno per un po’. Dopo, gli occhi del Grande Fratello, smetterebbero di rendere economicamente, ma continuerebbero a garantire il rispetto del codice della strada.
Gli agenti, a bordo di una auto, sono giunti prima delle 10, sistemando il mezzo a dieci metri dalle strisce pedonali che collegano l’angolo del marciapiede di via Ricasoli con la piazza Attias. A dire la verità, di quelle infrazioni da tempo segnalate dai residenti, con presenza assidua di due e quattro ruote nella zona pedonale, nemmeno l’ombra. Ma forse è un fenomeno che si manifesta più facilmente col calare della sera come si vede nella foto a destra. Però, non si fa economia nel vedere tutto il resto. Un trionfo di quelle infrazioni che in pochi metri il codice ti può offrire. Nonostante dei vigili non eccessivamente rigidi, cercando per quanto possibile di applicare la linea desiderata dalla comandante Maritan: le multe si fanno, senza mai volere l’esasperazione e soprattutto cercando un dialogo costruttivo. A volte il cittadino ti esce con la scusa banale e un poco puerile, a volte cerca di giustificarsi facendo peggio. Tipo quella tipa che “ah, un si pole passare da qui? Lo vedi, ci passo tutti i giorni e un lo sapevo...”.
Peccato che ci sono i cartelli e la signora sarebbe tenuta a conoscerne il significato oltre che a leggerli. Guida uno scooter 125, una patente gliel’hanno pur data. Fa anche ridere i due vigili che ripensano alla postura della signora mentre parlava. Agitava il viso su e giù come fosse uno di quei canini giocattolo che un tempo qualcuno metteva sulla cappelliera della macchina, il motorino inclinato verso se con la sella appoggiata alle gambe, e una mano posata sul fianco. Esilarante, come un personaggio di una commedia di vernacolo. Si è beccata la tiratina di orecchie promettendo di non farlo più. Aver fatto qualche metro a piedi prima di essere intercettata l’ha salvata solo questa volta.
Siamo in Corso Amedeo e lì non si può procedere verso la piazza e neppure al contrario. Non è vietato prima delle 6 e dopo le 20. Eccetto veicoli autorizzati. Cioè quelli al servizio di persone invalide, oppure polizia, ambulanze, vigili del fuoco ed anche quelli “autorizzati rimesse interne”. Il top lo si ha per chi viene da Via Roma. Può solo svoltare a destra per entrare in via Marradi (foto grande), ma da lì, un sacco di gente percorre una quarantina di metri di divieto riservandosi così più opzioni: ingresso in corso Amedeo, in via Meyer o, più verso buio, via Ricasoli. Dipende dove si vuole andare. Ma il giro di vite sul troppo approfitto, è appena partito.l
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