Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Muore a 80 anni ex dirigente dell’Enel, il figlio: «Innamorato della vita»

di Claudia Guarino
Muore a 80 anni ex dirigente dell’Enel, il figlio: «Innamorato della vita»

Enzo Sumberaz era fratello del noto artista e grande appassionato di tennis, vela, golf e bridge

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LIVORNO. Per anni impiegato all’Enel e grande appassionato di sport, Enzo Sumberaz era da tutti apprezzato per il suo carattere aperto e cordiale. E per la sua voglia instancabile di aiutare gli altri. Anche per questo la sua morte, avvenuta all’ospedale di Livorno, ha creato un grande vuoto nei cuori dei tanti che gli volevano bene. Aveva 80 anni e lascia la moglie Dunia, la sorella Marina – docente di fisica – il fratello Franco – pittore e docente d’arte – i figli Giovanni e Francesco e cinque nipoti.

Da qualche tempo in pensione, Enzo Sumberaz ha lavorato per una vita all’Enel, prima a Livorno e poi a Firenze. In passato, dopo essersi diplomato all’istituto Nautico come capitano di sala macchine, si imbarcò con la Marina e, una volta concluso il servizio di leva, partecipò al concorso per far parte dell’Enel dove entrò come impiegato per poi finire la carriera da dirigente: in qualità di responsabile del servizio prevenzione e sicurezza.

Quello all’Enel era un lavoro che gli piaceva, ma nella sua vita c’era anche spazio per la grande passione per lo sport. Amava la vela, per esempio. Ma anche il tennis e al club di villa Loyd ha anche ricoperto le cariche di consigliere e tesoriere. E nel corso del tempo ha collaborato con la struttura insieme agli amici storici. Sumberaz era anche maestro di bridge e giocava a golf. Un grande sportivo, insomma.

«Babbo era il faro della mia vita – racconta il figlio Giovanni – Era aperto e cordiale». E chi conosceva Enzo Sumberaz lo descrive come una persona aperta, allegra. Come un uomo che sorrideva alla vita ed era innamoratissimo della sua famiglia. «Aveva una grande passione per tutti noi. E specialmente dei suoi cinque nipoti». Sumberaz – dicono i familiari – nella vita si è sempre fatto in quattro per gli altri, aiutandoli quando avevano bisogno d’aiuto. La salma adesso è esposta alla camera mortuaria dell’ospedale di Livorno, in viale Alfieri. E qui rimarrà fino a oggi quando, alle 15.30, ci sarà il rito funebre nella chiesa, organizzato dal servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno. Poi il corpo sarà portato al cimitero dei Lupi per la cremazione.


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