Il Tirreno

Livorno

Caro carburante

Benzina e diesel sfiorano i due euro al litro. Ecco i distributori a Livorno dove si può risparmiare

di Stefano Taglione
Benzina e diesel sfiorano i due euro al litro. Ecco i distributori a Livorno dove si può risparmiare

Scegliere l’area di servizio più economica significa spendere 10 euro in meno per un pieno da 40 litri

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LIVORNO. Da un distributore all’altro, su un pieno di benzina da 40 litri, si possono risparmiare addirittura dieci euro. Con il ritorno alle accise piene, deciso dal primo gennaio dal Governo Meloni, anche a Livorno decolla il prezzo del carburante. È il diesel a tornare alle stelle, sfiorando i due euro al litro. Anche se la nostra città, rispetto ad altre realtà toscane e italiane, resta tradizionalmente un’area dai listini più contenuti alla pompa. In base alla simulazione effettuata ieri dal Tirreno, infatti, alla Eni di viale Petrarca si riesce ancora a trovare la benzina sotto gli 1,70 euro al litro (1,692, mentre a 1,697 nella stessa marca di via Firenze e viale Boccaccio), mentre il gasolio più a buon mercato ieri si trovava sempre in viale Petrarca, al prezzo di 1,742 euro al litro.

Si sfiorano i due euro

Altrove, però, si sfiorano i due euro al litro. Qualche chilometro più a nord, in viale Ippolito Nievo, c’è la Ip accanto al supermercato Lidl. Caratterizzata dal solo servizio tradizionale, senza la possibilità del “fai da te”, i prezzi sono molto più alti: 1,957 il diesel e 1,927 la benzina. Qui, non potendo fare il “self-service”, sono gli unici prezzi possibili per il consumatore e anche i più alti della città. Raffrontandoli alle altre stazioni di servizio tornando i competitivi se prendiamo in considerazione la possibilità del “servito”, che generalmente costa dai 20 ai 25 centesimi in più per ogni litro di “verde” o gasolio. Cara anche l’Edra Oil di largo Bellavista, all’inizio del viale Italia: 1,912 il diesel e 1,882 la benzina.

Gli aumenti

Rispetto all’ultima simulazione del Tirreno, effettuata lo scorso 3 dicembre, scopriamo un aumento estremamente marcato dei prezzi alla pompa. C’è da dire che la grande differenza l’ha fatta il ritorno alle accise piene, con il Governo che dal primo gennaio torna a incassare tutte le tasse possibili su diesel e benzina, e che quindi non dipende per la gran parte dal singolo esercente o dalla compagnia. Fatto sta che poco più di un mese fa, la Tamoil di viale Petrarca era l’impianto di carburanti più economico e offriva la “verde” a 1,629 e il diesel a 1,689, mentre oggi gli stessi listini sono 1,779 e 1,799, quindi a 10-15 centesimi in meno di adesso, per una differenza su un pieno da 40 litri di 5-6 euro.

Gpl e metano

Resta più o meno inalterato il gpl. Alle Q8 Easy della Variante Aurelia il prezzo più competitivo con 0,797 al litro, mentre alla stessa marca di viale Boccaccio, quella dove recentemente sono state installate anche la postazioni per la ricarica delle auto elettriche, si sale di poco a 0,799, così come alla S.L.A.C. di via Firenze, l’ultimo distributore prima del semaforo e accanto all’ex Ghiomelli. Il metano, nel distributore Eni di via delle Cateratte, si vende invece a 2,099 euro al chilo (questa è l’unità di misura).

Finanza al lavoro

La guardia di finanza, con una nota del comando generale, spiega di «monitorare l’andamento dei prezzi». «Nel corso del 2022 sono stati eseguiti 5.187 interventi di specie, anche grazie a uno specifico piano d’azione, su scala nazionale, denominato “Prezzi carburanti”, contestando 2.809 violazioni alla disciplina prezzi – spiegano le fiamme gialle – Di tali violazioni, 717 hanno riguardato la mancata esposizione o difformità dei prezzi praticati rispetto ai prezzi indicati e 2.092 l’omessa comunicazione al ministero. In previsione della fine dell’anno, il ministro dell’Economia e delle Finanze ha dato incarico al corpo di intensificare i controlli in tema di prezzi carburanti, avendo particolare riguardo alla rete di distribuzione autostradale e a contesti territoriali sensibili, in ragione del ripristino delle ordinarie aliquote accise e della concomitante intensificazione del traffico veicolare. Tale indicazione è stata immediatamente seguita da una specifica direttiva per l’avvio, già dai primi giorni del 2023, di un nuovo piano, su scala nazionale, concernente il prezzo dei carburanti, con il coinvolgimento degli oltre 660 reparti operativi del corpo e il costante supporto dei reparti speciali. Per arginare le condotte illecite nel settore, la guardia di finanza, assicurerà per il 2023 un’attività di enforcement strutturata e capillare sul territorio, anche al fine di contribuire a calmierare gli aumenti dei prezzi, agendo lungo tre direttrici: da un lato, con le attività di “vigilanza prezzi, dall’altro, attraverso la componente speciale che fornisce costante supporto, oltre che ai reparti operativi, anche al garante per la sorveglianza dei prezzi e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato nell’ambito di alcune indagini istruttorie avviate allo scopo di accertare eventuali violazioni della normativa di settore e infine mediante le consuete interlocuzioni con l’autorità giudiziaria».


 

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