Gioco
Contro ogni malanno e sfortuna, ecco perchè a Livorno vanno tutti a farsi benedire dai greci
L’archimandrita Papavasileiou ricelebra dopo vent’anni l’antico rito risalente al 1591. La console Konstantos: «Un altro pezzo di storia cittadina riportato in vita»
LIVORNO. Mettiamola così, ovvero sfruttando la pragmaticità tipica di noi livornesi: che sia leggenda o meno la storia della famosa Benedizione dei Greci – ovvero lo specifico rito celebrato a favore dei fedeli e in particolare dell’allora folta comunità greco ortodossa livornese per la quale la funzione religiosa avrebbe comportato la positiva risoluzione di malanni, incidenti, malocchi, per tutti coloro che si fossero inginocchiati davanti al Pope Archimandrita –, che ci costerà mai approfittarne? Nella peggiore delle ipotesi tutto rimarrà come prima ma ci saremo comunque arricchiti, visitando la Chiesa della Dormizione nel cimitero greco di via Mastacchi, di un pezzo di storia e di cultura della Livorno delle Nazioni.
Le benedizioni saranno in realtà due e avranno luogo domani. La prima alle 11.15 appunto presso il cimitero greco in via Mastacchi 227 al termine della liturgia che inizierà alle 10. La seconda alle 12, con la Benedizione delle Acque, al porto mediceo davanti alla Capitaneria. Ad officiare il vescovo ausiliare metropolita d’Italia Polykarpos.
Ma da cosa nasce la storia per la quale il livornese “scalognato” avrebbe dovuto usufruire dell’ellenica benedizione al fine di ovviare alle proprie sciagure? Intanto un po’ di storia: questa benedizione (dei greci) è così denominata perché fu introdotta da un governatore della città Giovanni Manolis Volterra di Zante, di origine greca, nominato per questa carica da Ferdinando Primo nel 1591. I siti storici parlano di lui come “già comandante della Fortezza Vecchia, abilissimo nelle cose di guerra e di mare”.
La sua benedizione beniva impartita presso il Palazzo Prefettizio, alla vigilia dell’Epifania. E, visto che lui era greco, la benedizione fu chiamata giustappunto “benedizione dei greci”. Il governatore era un ”greco unito” ovvero facente parte di quei “levantini” che seguivano il rito bizantino in armonia con i papa di Roma (di loro la chiesa in via della Madonna) in contrapposizione agli ortodossi acattolici.
Il motivo per il quale la benedizione viene tramandata dei secoli come una sorta di Lourdes di matrice ellenica? Mai saputo. Si può reputare che nel tempo che fu ci sia stato qualcuno che dopo il rito magari abbia casualmente risolto il proprio problema (oppure, hai visto mai, che il miracolo ci sia stato davvero) e da lì la storia abbia preso piede.
Leggende a parte a presentare la benedizione è il console greco di Livorno Elena Konstantos che ricorda «come dopo quasi vent’anni di stop il rito riprende».
«È motivo di grande soddisfazione per me e per tutti i fedeli che si riuniranno prima presso la chiesa della Dormizione e poi dentro il porto (dove peraltro ha la sede il consolato greco ndr) per assistere al rito celebrata da monsignor Polykarpos – continua Konstantos –. È un’altra tappa, dopo il ritorno del cimitero di via Mastacchi ai fedeli della restituzione a Livorno di quel pezzo di storia e di cultura legato alla presenza dei greci nella nostra città».
Nella chiesa della Dormizione verranno benedetti i fedeli e al Porto la benedizione riguarderà le acque marine. A pochi giorni dall’arrivo a Livorno di molti migranti. E Dio sa, non solo quello ortodosso, di quanta fortuna abbiano bisogno queste persone affidate al mare.
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