Toscana
Gli rubano un bonsai e sei gerani dal davanzale: «Ora c’è pure la banda delle piante»
Livorno: il racconto di Enrico, che abita vicino ai Bagni Pancaldi, dove ha appeso un cartello: «Persone tristi e meschine»
LIVORNO. Aveva spostato il suo bonsai, una pianta acquistata 15 anni fa e con il vaso e la terra pesante almeno cinque chili, solo per qualche ora sul davanzale della sua finestra al piano terra, accanto al marciapiede, di via Don Angeli. Poi non l’ha trovata più. «A Livorno, evidentemente – racconta – non c’è solo la banda dei Pokémon, quella dei ragazzini che assaltano le edicole, ma pure quella delle piante. Persone triste e meschine che si attaccano a tutto pur di rubare qualcosa. Provo un immenso imbarazzo per loro».
Il furto, l’ennesimo in città analizzando ogni tipologia di raid, è avvenuto nella strada vicino ai Bagni Pancaldi, non certo quindi in una zona isolata della città. Bersaglio il livornese Enrico Ruozzi, padre di un bimbo di sei anni «che ora non fa altro che piangere, perché era molto attaccato, come tutti noi, al bonsai. La pianta non era piccola, ma alta all’incirca mezzo metro. Sicuramente non l’hanno portata via a piedi, il ladro avrebbe dato troppo nell’occhio uno». Il colpo è avvenuto nella mattinata del 29 dicembre scorso, «orientativamente fra le 10.30 e le 13, quando poi insieme alla mia compagna siamo usciti di casa e pensavamo di rimetterlo dentro. Capisco che in città ci siano problemi ben più importanti e che rubino oggetti di maggior valore, ma è benne che la gente sappia che ormai i ladri si attaccano a tutto, soprattutto i miei vicini di casa che potrebbero essere vittime dei malviventi così come lo sono stato io. È bene informare tutti dei rischi che si corrono anche solo a mettere le piante sui davanzali delle finestre...».
Ruozzi, fra l’altro, qualche mese fa era già stato già derubato «di sei gerani di notte – prosegue – segno che l’ultimo non è stato un caso isolato. Erano esposti sempre sul davanzale, in questo caso in modo permanente. Il bonsai, da quanto ho potuto apprendere, valeva qualche centinaio di euro ed è della specie “Ficus Benjamin. I gerani meno, anche se avevano dei bei vasi. D’ora in poi, ormai ho deciso, niente più piante sul davanzale. Da quando ho notato che sono appetibili per i ladri ormai le lascio tutte dentro, così non le prendono».
Ruozzi, nella speranza che i ladri si pentano del colpo messo a segno e riportino il bonsai, ha pure appeso un cartello alla finestra: «Chi ha preso il nostro bonsai – si legge – è pregato di riportarlo per il nostro valore affettivo. Grazie». Un messaggio molto educato, che non riflette naturalmente la rabbia della famiglia privata delle sette piante: «Se avessi dovuto essere sincero – prosegue – Ruozzi – avrei scritto cose irripetibili. L’altro giorno, quando il corriere espresso mi è venuto a consegnare dei pacchi, si è stupito della meschinità delle persone. Non ho sospetti su nessuno, non credo nemmeno che sia un dispetto, né penso che sia stato un vicino di casa perché qui ci conosciamo tutti, non abbiamo problemi con nessuno e qualsiasi dirimpettaio avrebbe rischiato seriamente di essere scoperto». l
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