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Secche della Meloria a pagamento: «È una proposta che arriva dal ministero»

Stefano Taglione
Una veduta aerea delle Secche della Meloria
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Una veduta aerea delle Secche della Meloria

Il presidente del Parco regionale di Migliarino, Lorenzo Bani: «Noi vogliamo che l’accesso rimanga gratis, ma la politica si faccia sentire»

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LIVORNO. «Il ministero spinge per far pagare l’accesso a tutte le aree marine protette d’Italia, ma noi finora ci siamo opposti, presentando un progetto alternativo. Complice anche il periodo pandemico siamo riusciti a mantenere gratuito l’ingresso alle Secche della Meloria, ma sul futuro noi come Parco sicuramente non potremo garantire niente. Non dipende da noi, ma da Roma».

A parlare è il presidente del Parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, Lorenzo Bani, l’ente sotto il quale ricade l’area marina protetta al largo di Livorno. Il politico pisano, ex assessore del Comune della Torre pendente, già sei mesi fa al Tirreno aveva annunciato l’eventualità di prevedere un balzello per i diportisti che, con la propria barca, entravano nello splendido tratto di mare di fronte alla nostra città. Aveva parlato del 2023 e infatti, allo scoccare del nuovo anno, le paure dei livornesi sono tornate di attualità, con diversi diportisti che si stanno chiedendo se davvero dovranno mettere mano al portafogli.

Il balzello

Ma quanto costerebbe, eventualmente, fare un tuffo alla Meloria? Al momento non c’è alcuna ipotesi, visto che il Parco non ha assolutamente intenzione di far pagare i livornesi. Ma, come anticipato, poco può fare di fronte alle eventuali pressioni ministeriali. «Lo ripeto – prosegue Bani – non dipende da noi. Per mantenere gratuito l’accesso alle Secche della Meloria, a mio avviso, ci vorrebbe una precisa presa di posizione degli enti locali, come ad esempio il Consiglio regionale o, più in generale, la politica. Noi abbiamo presentato un progetto alternativo al pagamento, ma tutto dovrà essere definito con il nuovo regolamento dell’area protetta. Io preferirei che l’accesso rimanesse gratuito per tutti». Come cifre si parlerebbe di una somma fra i 20 e i 30 euro l’anno. Non di più.

Le zone

L’area marina protetta resta comunque divisa in fasce, quindi semmai dovesse passare il balzello potrebbe essere modulato a seconda della singola porzione di mare interessata. Le aree sono tre e dalla scorsa primavera disegnano diversamente le tre zone attorno alle secche. Nella A non si può accedere salvo autorizzazioni specifiche, la cosiddetta riserva integrale, la B è per la pesca professionale e sportiva e la C, dall’anno scorso più estesa, è a libero accesso e i tuffi sono consentiti. La zona A (interdetta) in base alla nuova geografia entrata in vigore pochi mesi fa è delimitata dalle coordinate 43° 33 ’40’’ N 10° 11’ 20’’E, 43° 33’ 40’’ N 10° 12’ 50’’ E, 43 ° 32’ 10’’ N 10° 12’ 50’’ E e 43° 32’ 10’’ N10° 11’ 20’’ E. La B (pesca professionale e sportiva, immersioni e visite guidate subacquee) è racchiusa fra le coordinate 43° 33’ 55’’ N 10° 09’ 40’’ E, 43° 33’ 55’’ N 10° 13’ 30’’ E, 43° 32’ 00’’ N 10° 13’ 30’’ E e 43° 32’ 00’’ N 10° 09’ 40’’ E. Le aree C si trovano alle coordinate gps 43° 36’ 45” N 10° 07’ 00” E, 43° 36’ 45” N 10° 12’ 20” E, 43° 35’ 05” N 10° 14’ 20” E, 43° 32’ 06” N 10° 14’ 20” E e 43° 30’ 58” N 10° 07’ 00” E. l


 

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