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Mirabelli si ricandida alla guida del Pd livornese: «Lavoriamo per il Salvetti bis»

di Juna Goti
Mirabelli si ricandida alla guida del Pd livornese: «Lavoriamo per il Salvetti bis»

Dopo l’incontro al porto il segretario scioglie le riserve sul congresso. E stasera si riunirà la direzione del partito. C’è da dare il via libera alla commissione che fisserà il termine per la presentazione delle candidature al congresso

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LIVORNO. Federico Mirabelli, consigliere comunale e operaio della Magna, al timone del Pd dal 2019, ha deciso di sciogliere le riserve e di ricandidarsi alla guida del partito di maggioranza. Lo ha fatto ieri, a margine dell’incontro organizzato con la segreteria del circolo economia marittima per fare il punto sulle questioni portuali. «Abbiamo parlato della fase congressuale e delle prospettive del nostro partito, del centrosinistra e della città», ha poi confermato al Tirreno: «In questa circostanza sì, ho dichiarato la mia disponibilità a candidarmi alla segreteria dell’unione comunale...». Perché «devo portare avanti un percorso iniziato nel 2019» e «in questo senso sono stato sollecitato e incoraggiato da diversi amici e compagni».

Una frase che si sente ripetere spesso da chi in politica decide di fare il passo avanti. Sta di fatto che così Mirabelli sgombra il campo da ogni dubbio: sarà della partita, si candiderà al congresso, che per il Pd entrerà nel vivo tra fine gennaio e metà febbraio. Quindi ora sotto a chi vuole farsi avanti per provare a prendere il suo posto.

«Nei prossimi giorni verificherò se ci saranno le condizioni per portare avanti questo impegno», è diplomatico il segretario uscente dei Dem, annunciando incontri con le varie anime del partito (i circoli, i colleghi in Comune, i Giovani Dem, la Conferenza delle donne). E guardandosi bene, per ora, dallo sbandierare con chi starà al congresso nazionale.

Ma con quale programma si ripresenta per guidare il partito livornese? A questa domanda per adesso risponde con una manciata di punti: da un «sistema di valori che poggi su antifascismo, democrazia, partecipazione e diritti» alla «necessità di dare forma a un partito nuovo, con una politica popolare e gentile, formando un nuovo gruppo dirigente per la città». O ancora dare gambe «agli obiettivi contenuti nel documento Livorno 2023» e al tempo stesso guardare verso la Livorno del futuro, «del 2030», «pensando a lavoro e sviluppo di qualità, infrastrutture, sistema della salute e della rigenerazione urbana».

Ma è soprattutto con una mozione che punta a difendere e a riproporre l’esperienza dell’attuale amministrazione comunale che si presenta Mirabelli. Una sorta di mozione salva-Salvetti. Lo dice così: «La candidatura di una personalità del civismo nel 2019 ha rappresentato una svolta per il Pd livornese, che riuscì a uscire dall’isolamento politico, creando le condizioni per la costruzione di una coalizione di centrosinistra con una forte connotazione civica. Una scelta vincente, che è stata riproposta in altre realtà, da ultimo a Pisa per le prossime amministrative». Così non ci gira intorno: l’obiettivo del Pd «deve essere dare continuità al percorso avviato nel 2019», «consolidare e allargare il centrosinistra e favorire la ricandidatura a sindaco di Luca Salvetti». Un progetto politico su cui «costruire un consenso più ampio, aprendoci al confronto con le forze politiche e del civismo alternative alle destre». Quindi ripartire dal programma che portò alla vittoria, «rileggerlo e attualizzarlo» alla luce dei cambiamenti del mondo, dalla pandemia alla crisi energetica: Mirabelli chiederà ai suoi di camminare su questa strada, creando anche degli «open space» per aprire di più il partito ai contributi della città. «Valorizziamo quello che ci unisce, abbiamo bisogno di costruttori e non di demolitori...». E ora apriti cielo.

Stasera intanto si riunirà la direzione del partito. C’è da dare il via libera alla commissione di garanzia che fisserà il termine per la presentazione delle candidature al congresso. Chi vorrà farsi avanti dovrà raccogliere le firme. l


 

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