Gioco
Aperta all'Ardenza la prima casa della salute: attivi Cup, prelievi e consultorio
Giani, Casani e Salvetti al taglio del nastro della nuova struttura di via del Mare: «Ha una superficie utile complessiva di oltre 750 metri quadrati disposti su due piani»
Livorno La facciata bianca, il pratino verde, la targa blu all’ingresso: Casa della Salute Livorno Sud.
Ha un aspetto diverso via del Mare: al posto del cantiere che vedevamo da quattro anni e mezzo c’è una palazzina elegante, dalle tante finestre. Ma non è questione di estetica: da ieri i residenti nel quartiere di Ardenza, così come chi vive nei quartieri intorno, Montenero, Antignano, Collinaia, hanno di nuovo un punto di riferimento in cui trovare una risposta a tante esigenze sanitarie ma anche sociali.
All’interno è tutto nuovo: al pian terreno ci sono quattro sportelli per il Cup e l’anagrafe sanitaria, di cui uno dedicato ai disabili, con una sala d’attesa con venti posti a sedere. Poi due stanze per i prelievi, con un’altra sala d’attesa dedicata. Sull’altro corridoio il consultorio: gli ambulatori psico-sociale, ginecologico, ostetrico e la stanza per i gruppi.
Al primo piano ci sono altri otto ambulatori destinati ai medici specialisti dell’Asl, infermieri di famiglia e comunità, e poi gli studi per i medici di famiglia. Quando ci verranno? Chi aderirà? Alla domanda ancora non c’è una risposta. «I colleghi interessati decideranno a breve», dice il coordinatore dei medici di famiglia Massimo Angeletti. E il presidente dell’Ordine dei Medici Pasquale Cognetta evidenzia quelli che saranno i benefici per i dottori e per i loro assistiti: «Io ci verrei di corsa – dice –. Qui si trovano tutti i vantaggi di queste strutture, se c’è bisogno di uno specialista è alla porta accanto, si può consultare anche nell’immediato, l’assistito che deve prenotare un esame appena prescritto trova il Cup al piano di sotto. È l’organizzazione ideale per facilitare i percorsi». La vera novità della Casa della Salute rispetto ai precedenti distretti è esattamente questa, la compresenza tra medicina generale e servizi territoriali dell’Asl.
La piena funzionalità della struttura è prevista nei prossimi mesi, in primis col montaggio dell’ascensore che avverrà nelle prossime settimane. «Ma già da oggi (ieri, ndr) sono attivi i servizi di base come il centro prelievi e il Cup, l’attività consultoriale, il Punto Insieme, l’infermieristica di famiglia e di comunità – spiega Cinzia Porrà, direttrice della Zona Distretto –. Mentre per i prossimi sei mesi stiamo organizzando anche le specialistiche ambulatoriali e la presenza dei medici di famiglia».
Non pochi altri sei mesi a dir la verità. Ma dell’odissea vissuta per arrivare a questo giorno il Tirreno ha scritto paginate. Oggi proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno. Per l’evento è arrivato il presidente della Regione Eugenio Giani, c’è la direttrice generale dell’Asl Letizia Casani, il sindaco Luca Salvetti, il consigliere regionale Francesco Gazzetti. In mezzo ai tanti invitati ci sono anche coloro che hanno lavorato in questi anni tra mille difficoltà per portare la nave in porto, prima di tutto la squadra dell’ufficio tecnico dell’Asl, il responsabile unico del procedimento Nicola Ceragioli e il suo supporto Elena Rosa, con Marco Martini e Luca Silvestri. Meritano una citazione particolare.
«La struttura – spiega Ceragioli – ha una superficie utile complessiva di oltre 750 metri quadrati disposti su due piani. È stata allestita con rivestimento a cappotto isolante, infissi a bassa trasmittanza, sistema di trattamento aria e climatizzazione a pompa di calore, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica che permettono di classificarla come edificio in classe energetica A3».
È la prima Casa della Salute della città. Siamo in ritardo rispetto al resto della Toscana, che ha fatto da apripista a livello italiano verso strutture di questo tipo. Ed è ciò che ha sottolineato Giani, che ha parlato anche del nuovo ospedale confermando l’impegno della Regione per i 195 milioni previsti per la costruzione: «Grazie a strutture come questa è possibile concentrare in un solo punto servizi prima dispersi riuscendo così a rafforzarli, ampliando orari e servizi – ha detto –. Mettendo a sistema le forze a disposizione diventa più facile rispondere ad alcune difficoltà come quelle della medicina generale che si fanno sentire in alcune zone più che in altre. A Livorno parallelamente al percorsi di rafforzamento della medicina territoriale stiamo poi seguendo quello del nuovo ospedale che confidiamo possa esprimere a primavera il nome del progetto vincitore». l
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