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Sanità livornese in lutto, muore fisioterapista: era andato in pensione dall’ospedale nel 2021
Aveva 67 anni, il ricordo della figlia: «Amava la vita come poche altre persone. E amava tantissimo il suo lavoro, ci metteva tantissima passione»
LIVORNO. Aveva da poco iniziato a godersi la pensione, quando scoprì di avere la malattia. Una malattia che nel giro di un anno se lo è portato via. È morto ieri, all’età di 67 anni, Stefano Nistri, ex fisioterapista dell’ospedale di Livorno. Originario di Sesto Fiorentino, aveva iniziato a lavorare nel 1977 al Centro traumatologico ortopedico (Cto) di Firenze. Era giovanissimo, si era appena laureato. Poi conobbe Elena, infermiera dell’ospedale di Livorno oggi in pensione, quella che diventerà sua moglie, la donna con cui resterà altri 33 anni (festeggiati il 15 ottobre), e si trasferì a Livorno. Iniziò a lavorare agli Spedali Riuniti a metà anni Ottanta. Lavorava soprattutto con i bambini ed era anche un fisioterapista respiratorio, il professionista che esegue una valutazione specifica a seconda della tipologia del paziente per misurare non solo la perdita specifica della funzionalità respiratoria ma anche i danni che quella perdita ha determinato al resto dell’organismo (impatto sullo stile di vita, riduzione delle abilità). Nell’ambiente era conosciuto e rispettato. Il lavoro veniva prima di tutto, o quasi. La famiglia era sacra per lui. «Era una persona che amava la vita come poche altre. Era pieno di vita. Amava tantissimo il suo lavoro, ci metteva tantissima passione», lo ricorda Francesca, 31 anni, la figlia maggiore, che è anche coordinatrice infermieristica del polo della salute della Svs.
Stefano Nistri aveva anche un’altra figlia di 23 anni, Virginia. Entrambe sapevamo che poteva succedere da un momento all’altro. Sapevano che avrebbero potuto perdere il loro padre, il loro consigliere, la loro spalla. Ma la conoscenza non lenisce il dolore della perdita.Oltre al lavoro, Stefano Nistri aveva tante passioni. «Anzitutto amava i cani - ricorda ancora la figlia-, ne aveva due con la mamma e li adorava. Poi amava viaggiare. Compatibilmente con gli impegni di lavoro, viaggiavano spesso. Le ferie non le trascorrevano qui, a Livorno, ma andavano sempre via. Viaggiavano tanto insieme, mamma e papà. Poi amava il teatro. Anche lì ci andava sempre con mamma. Amava tutto quello che era legato con la vita».
Nel 2021 la scoperta della malattia che è entrata nella famiglia travolgendola. «Era comunque una persona forte - ricorda ancora Francesca -, non si è mai abbattuto. Ha lottato finché ha potuto». Non ce l’ha fatta. Ieri se ne è andato. Il feretro si trova all’obitorio dove oggi alle 15.30 ci sarà un saluto. «Non faremo un funerale», chiarisce la figlia. Alle 16 poi verrà cremato.
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