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Furto al PalaCosmelli, palestra devastata dai ladri: «Nessuno ci protegge, siamo soli»

di Federico Lazzotti
Furto al PalaCosmelli, palestra devastata dai ladri: «Nessuno ci protegge, siamo soli»

Quarto colpo in cinque mesi nell’impianto: rubati anche guanti e vitamine. Secondo una prima ricostruzione, il gruppo sarebbe entrato forzando una delle porte esterne, sul lato della piscina Camalich

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LIVORNO. Ervin Gjeli, titolare della palestra Fitness Gym, al primo piano del palaCosmelli, ha trascorso il Capodanno a mettere a posto, rassettare e pulire le sale distrutte dai ladri la notte precedente: porte rotte, uffici messi a soqquadro, macchinette di snack e caffé sventrate. E perfino l’umiliazione di togliere i bisogni che i ladri hanno lasciato in una delle stanze degli allenamenti prima di andarsene.

«Sono sfiduciato – racconta l’imprenditore, presidente dell’Accademia Pugilistica Livornese – questo è il quarto furto in cinque mesi che subiamo. Purtroppo – va avanti – la cosa che ferisce maggiormente è quella di sentirsi soli. Noi versiamo al Comune un affitto che sfiora i 30mila euro l’anno, ma ormai spendiamo più soldi per riparare i danni dei ladri. Mandiamo richieste all’ufficio sport ma nessuno ci ascolta. Eppure basterebbe poco per garantire un minimo di sicurezza».

La prima cosa da fare sarebbe quella di accendere di notte i lampioni davanti al PalaCosmelli, permettendo così alle telecamere istallate all’esterno di avere immagini migliori degli autori dei colpi. Particolare che molto probabilmente sarebbe servito agli agenti della squadra mobile per risalire alla banda che ha messo a segno il colpo nella notte tra venerdì e sabato.

Secondo una prima ricostruzione, il gruppo – molto probabilmente giovanissimi – sarebbe entrato forzando una delle porte esterne, sul lato della piscina Camalich. All’interno del palazzetto gestito dall’Us Livorno i ladri hanno provato a forzare le macchinette per portare via gli spiccioli. Ma senza riuscirci. Tanto che gli investigatori hanno trovato una brugola incastrata nello sportello e la macchinetta buttata a terra nel tentativo di aprirla.

A questo punto la banda è salita al piano superiore, nei locali della palestra. Mettendo a segno una vera e proprio razzia. «Hanno distrutto tre porte – è il bilancio del titolare – il mio ufficio è stato messo a soqquadro». Qui le macchinette sono state sventrate e aperte. Ma i ladri non si sono accontentati. «Per dire a che punto siamo – va avanti il titolare – basta dire che i ladri hanno portato via anche alcuni capi d’abbigliamento che erano in palestra. E poi anche i guantoni con i quali i nostri atleti si allenano. Ogni paio costa oltre cento euro. Infine hanno mangiato anche alcune barrette energetiche che tenevo nel mio ufficio e gli integratori».

Prima di andarsene lo spregio di fare i propri bisogni in mezzo a una sala. L’ultimo schiaffo alla decenza. «Noi apriamo la mattina alle 6, 30 e chiudiamo alle dieci di sera – conclude Gjeli – dietro alla gestione di una struttura come questa ci sono tanti sacrifici. È ovvio che giornate come questa siano difficili da superare». Per risalire all’identità dei ladri gli agenti della mobile hanno già una pista. Il colpo al PalaCosmelli, infatti, sarebbe l’ennesimo furto messo a segno da una banda capace di colpire diversi esercizi commerciali.

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