Gioco
«Questo ospedale è inadeguato. Tutti i guai della nostra sanità»
Il presidente dell’ordine dei medici tra Covid, farmaci e vaccini
LIVORNO. Non parte con il piede giusto la sanità a Livorno per il 2023. Manca un ospedale strutturalmente adeguato ed anche sul territorio è necessario migliorare l’efficienza dei servizi. Speriamo che si ponga rimedio al più presto.
«Come cittadino – aggiunge nell’intervista il presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri – mi sento impaziente, sperando di non diventare scoraggiato».
In una visione nazionale, Pasquale Cognetta parla anche della necessità di maggiori investimenti sulle persone oltreché sulle strutture. I medici italiani sono fra quelli peggio pagati in Europa, appaiono demotivati anche per le carenze d’organico ed i turni stressanti e vorrebbero andare in pensione. Critica è la situazione dei farmaci, quelli di ultima generazioni sono costosi ed occorre una strategia di contenimento dei costi, senza penalizzare la ricerca scientifica. Il Covid rimarrà fra noi, in toni più attenuati, ma si teme in futuro una variante aggressiva come furuno per la “Spagnola” e l’” Asiatica”.
È stato un anno difficile, anche drammatico, per la salute. Ci siamo accorti che i tanti progressi della ricerca medica, pur validi, hanno prodotto effetti meno positivi di quanto gli esperti avevano previsto. Dai “giorni” di Bergamo, vale a dire dall’inizio della pandemia, la realtà dei vaccini si è dispersa nei rivoli non facilmente prevedibili delle “varianti” e non se ne prevede la fine. Anche se la vaccinazione è sempre e comunque decisa nella lotta al Covid.
Cosa ci riserverà, per il 2023, il futuro alla lotta al Coronavirus? Avremo una soluzione definitiva?
«Penso che nessuno possa dire con certezza cosa succederà, ma l’ipotesi più probabile a mio parere è quella che si dovrà convivere con il Coronavirus Sars-Cov-2, ridimensionato speriamo definitivamente a virus di tipo influenzale; non ci sarà quindi una soluzione definitiva, ma la necessità di un monitoraggio costante come si fa con l’influenza, per la quale da molti anni si teme il possibile arrivo di una variante molto aggressiva come fu nel 1918 “la spagnola” e nel 1957 “l’asiatica».
Proseguirà la “fuga” dei medici, in particolare dal Pronto soccorso e da Medicina di base soprattutto? È possibile ipotizzare per l’anno prossimo una svolta economica che serva da incentivo oppure, non avendo aumenti sostanziali di bilancio, si dovrà arrancare andando a raschiare il fondo del barile? Le testimonianze dei medici di base massimalisti con 1.800 pazienti parlano di situazioni critiche anche sul piano della resistenza fisica. Si parla, entro cinque anni, di trentamila uscite ed undicimila ingressi. Dove s’andrà a finire? –
«Ci vogliono in sanità maggiori investimenti sulle persone oltre che sulle strutture. Molti medici sono demotivati e vorrebbero andare in pensione ad un’età nella quale possono dare ancora importanti contributi. Il miglioramento economico è indispensabile visto che siamo fra i peggio pagati in Europa, ma altrettanto importante è poter lavorare con serenità senza essere sottoposti a carichi di lavoro eccessivi, poter andare in ferie, dedicarsi alla propria famiglia. Un aspetto non secondario è la semplificazione delle procedure, il contenimento della burocrazia. Anche l’approvvigionamento dei farmaci, stante la situazione economica col rialzo dei prezzi, sta avendo ricadute negative sulla produzione. Sempre di più si va verso un enorme problema finanziario e di sicurezza sanitaria. Anche le istituzioni non conoscono i tempi per un’eventuale ripresa».
Cosa prevede per l’anno prossimo? Sarà come una guerra, quella del farmaco? Come ci cureremo?
«Molto della salute delle persone non è farmaco e molti farmaci in realtà costano relativamente poco perché hanno perso il brevetto; la spesa si concentra su alcuni gruppi più recenti di farmaci per i quali è necessaria una strategia di contenimento dei costi senza penalizzare troppo la ricerca scientifica, indispensabile motore del progresso terapeutico».
Quale aggettivo indicherebbe, come Oroscopo della Salute a Livorno, per il 2023?
«Una previsione per la sanità a Livorno? A Livorno manca un ospedale strutturalmente adeguato e anche sul territorio è necessario migliorare l’efficienza delle prestazioni; siamo tutti in attesa che al più presto si ponga rimedio. L’aggettivo adatto alla situazione potrebbe essere “impaziente”, speriamo che non diventi “scoraggiato”».
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