Gioco
A Livorno un esercito che fa il bagno tutto l’anno: «Vi svelo i segreti del mare d’inverno»
Roberto Onorati è la memoria storica di questa passione: «Ma ora l’acqua è più calda»
Livorno Il mare d’inverno a Livorno non è una canzone, ma una tradizione che dura da tempo immemore e che a Capodanno rinnova l’appuntamento con il classico tuffo benaugurante per cominciare il nuovo anno. Succederà anche domani, con centinaia di livornesi attesi per lo più tra la spiaggia dei Tre Ponti e il Gabbiano, ma anche in altri punti sul lungomare cittadino. Roberto Onorati, livornese doc e habitué del mare tutto l’anno, proprio domani festeggerà il suo quarantesimo anno di organizzazione del tuffo di Capodanno, che dal 1990 realizza come Amici del Mare, gruppo storico di bagnanti invernali. Pensionato, si mantiene in forma facendo anche atletica nei veterani (è un lanciatore di disco e giavellotto) ed è anche stella d’argento al merito sportivo del Coni.
Quanta gente bisogna attendersi e in quali punti del lungomare?
«Prima di tutto voglio dire che sarebbe bello fare il bagno tutti insieme per una festa della città. Riunire tutti per una volta l’anno è il mio desiderio. A Livorno sono tutti attaccati al proprio scoglio, ma per Capodanno si può fare un’eccezione. Detto questo, so che le persone sceglieranno vari punti di accesso al mare: dai Tre Ponti al Gabbiano, la striscia a San Jacopo e il muro dell’Accademia, ma anche il Boccale e poi c’è chi va negli stabilimenti balneari. Almeno 300 persone si tufferanno in mare per Capodanno, ma probabilmente anche di più perché il numero dei bagnanti invernali sta crescendo».
Per quali motivi?
«L’aumento delle temperature sicuramente incide. Di questi tempi, negli anni’70 l’acqua del mare era sugli 8-9 gradi. Ricordo che una volta arrivammo anche a 6,9 gradi. Ora, invece, siamo sui 12-14 gradi, con picchi anche di oltre 16 come abbiamo registrato nei giorni scorsi. Oltre a questo, tempo fa quest’abitudine era vista come una cosa strana, ma con il passare degli anni più persone hanno provato e apprezzato. A chi ha giocato a calcio come me è sicuramente capitato di fare docce ghiacce al campo. Ecco, il mare d’inverno è più caldo delle docce ghiacce. E poi è salutare».
A proposito di salute, quali sono gli accorgimenti da assumere e le cose da sapere per fare il bagno fuori stagione?
«Si può fare a tutte le età, ma chiaramente bisogna essere in buone condizioni di salute, soprattutto per quanto riguarda il cuore. Quando ci si butta in mare, si verifica dapprima una vasocostrizione ed è lì che si avverte la sensazione di freddo, ma poi segue la vasodilatazione, si diventa rossi ed è quello l’effetto benefico per il corpo. Se il tuffo di Capodanno è una tradizione, il mare d’inverno è un beneficio che ognuno si mette addosso come se fosse il proprio vestito».
Condizioni di salute a parte, per le quali ovviamente è sempre bene confrontarsi con il proprio medico, quando conviene evitare di tuffarsi in mare?
«Quando le condizioni del mare non lo consentono, e questo vale per tutte le stagioni. Il rispetto per il mare è la prima cosa da osservare. Quando è mosso, meglio evitare».
Ma per chi non è un habitué come lei, come è consigliabile approcciare al mare fuori dall’estate?
«Continuando a fare il bagno dopo l’estate ci si accorge che in acqua si sta bene anche in autunno e via dicendo. Del resto, il mare si scalda in estate e in autunno la sua temperatura è più alta, al netto della differenza con la temperatura esterna. Di conseguenza, il mare si raffredda in inverno e tocca i suoi picchi più bassi tra fine febbraio e metà marzo».
C’era un tempo in cui ci si buttava anche lungo i fossi. Lei quando ha iniziato?
«Negli anni’50 in piazza Cavour c’era il bar Bristol, dove un tale era solito tuffarsi nei fossi in cambio di un cappuccino e un pezzo dolce. Era il Mister Ok livornese. Poi negli anni’60 è cominciata la tradizione dei canottieri livornesi, che remavano fino al Molo Novo e poi si buttavano. Io ho iniziato con loro e ricordo il periodo in cui, dopo il bagno si faceva una corsa sul lungomare. Dal Molo Novo, con gli anni, la tradizione è proseguita spostandosi fino ai Tre Ponti, dove si raduna il maggior numero di persone perché c’è uno spazio più ampio».
Dal 2009 organizza anche il tuffo di Befana a Marina di Pisa. Come si sente da livornese profeta in terra pisana?
«Non vivo il campanilismo in questo tipo di contesto, dove prevale l’amore per il mare. Il tuffo a Marina è nato proprio per una forma di fratellanza in mare, tant’è che oltre a noi livornesi ci sono anche persone di Pisa, ma anche di altre città della Toscana e da altre regioni. Il 6 gennaio sarà la quindicesima edizione e sarà una bella festa. Ma come livornesi, siamo orgogliosi di essere tra i primi ad aver lanciato questa tradizione che poi si è diffusa in altre città d’Italia»l
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