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Viaggio nel cantiere del Corallo. Le Terme si preparano a rivivere

di Claudia Guarino
Viaggio nel cantiere del Corallo. Le Terme si preparano a rivivere

La fine del primo lotto di lavori è prevista a giugno, poi la riapertura

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LIVORNO.  Per vedere il primo lotto di lavori completato dovremo aspettare altri sei mesi, ma nel frattempo cominciano a vedersi i profili dell’antico giardino, con le aiuole circolari e la fontana al centro. E dentro la sala delle mescite i restauratori sono al lavoro per far rinascere la bellezza delle pitture murali. Dopo il punto sui lavori di qualche giorno fa, Il Tirreno ha fatto un viaggio nel cantiere allestito alle Terme del Corallo guidato dalla direttrice dei lavori, l’architetta del Comune Melania Lessi. Ecco come appare il complesso monumentale a due passi dalla stazione.

Il primo lotto dei lavori include la riqualificazione del giardino, dell’edificio che comprende la sala delle mescite e due appartamenti, del colonnato e del torrino, oltre alla demolizione di un edificio sul retro e alla predisposizione della cabina di trasformazione (lato viale Foscolo) che sarà la base per la fornitura di energia. Il grosso degli interventi, per adesso, si è concentrato sulla sala delle mescite, dove i restauratori della ditta Pt Color hanno allestito i ponteggi e stanno lavorando sul soffitto.

Una volta concluso il restauro delle pitture murali, la ditta Frangerini (che coordina i lavori) si occuperà della pavimentazione e degli scavi per installare gli impianti. Contemporaneamente proseguirà con il restauro architettonico, di sua competenza. Saranno anche installati gli infissi, cercando di recuperare quelli esistenti. Anche perché la logica che sta dietro ai lavori è proprio quella del restauro conservativo.

Per quanto riguarda i due locali che si trovano accanto alla sala delle mescite, il Comune ha provveduto a sgomberarli dagli occupanti abusivi e a rimuovere ciò che era stato accumulato dentro. Il piano terra dovrebbe essere adibito a uffici e bagni, mentre al piano superiore dovrebbe nascere un alloggio. Al momento questi locali, uno dei quali contiene un vecchio pozzo, sono vuoti e in attesa di recupero. Di sistemare il giardino, invece, si sta occupando la cooperativa Il Carro mentre per tutta la parte degli impianti elettrici è stata incaricata la Lumar.

A interventi completati, lo ricordiamo, si vedranno l’edificio con la sala delle mescite e quello attiguo con gli appartamenti, il colonnato, il torrino e il giardino completamente restaurati: dal punto di vista strutturale, architettonico, pittorico, impiantistico e decorativo. Si tratta, lo ricordiamo, di un primo lotto di lavori che vale 1,8 milioni ed è propedeutico al maxi progetto degli Uffizi del Mare (con l’abbattimento del cavalcaferrovia).

Così dunque le Terme del Corallo, già fatte risplendere in passato dai volontari dell’associazione Reset, si avviano verso la rinascita. O quanto meno, verso il recupero di una parte del complesso, che sarà separato dalle ali non ancora ristrutturate con una recinzione e che andrà ad aprirsi col parco retrostante. L’idea è quella di restituire questa parte della città alla collettività. I lavori proseguono. Con la chiusura dei cantieri che è prevista per il giugno del 2023. A un anno dall’apertura.
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