Il Tirreno

Livorno

La mostra

Assalto a Banksy: già 3.000 visitatori. Ma Modigliani resta inarrivabile

di Flavio Lombardi
Assalto a Banksy: già 3.000 visitatori. Ma Modigliani resta inarrivabile

Successo nei primi 10 giorni, boom a Santo Stefano

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LIVORNO. «Tremila biglietti strappati al botteghino in dieci giorni per vedere Banksy. Non male, se pensiamo che nel 2018 in tutto l’anno ai Bottini dell’Olio gli ingressi furono 15.850, e la media precedente era di 6500. Tutto questo suggerisce che la qualità di ciò che si propone deve premiare gli sforzi che si fanno. Livorno deve scommettere sulla cultura. Noi ci stiamo provando e i risultati ci stimolano a andare avanti su questa strada». Parole e musica di Luca Salvetti. Certo, nulla a che vedere coi numeri di “Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre”, allestita al Museo di Città dal 7 novembre 2019, che portò 110 mila visitatori e un risultato straordinario ottenuto anche grazie agli orari serali che invitavano molti appassionati ad arrivare nel quartiere della Venezia, magari dopo aver trascorso una giornata intera lungomare, passeggiando alla Terrazza Mascagni ed essere stati a cena in qualche locale tipico. Ma questa su “ Realismo Capitalista”Banksy, iniziata il 16 dicembre sforna già dei numeri interessanti per una città che vuole cominciare a cibarsi nuovamente di cultura. Si è superata quota 3 mila, con un picco a Santo Stefano con quasi 500 accessi. Dieci giorni a buon ritmo, una media di 300 al dì per vedere una selezione delle opere dell’artista inglese conosciute in tutto il mondo «per la loro carica dirompente e per i loro messaggi trasversali, politici e sociali, capaci di interpretare con i tratti veloci e intuitivi della street art la realtà complessa dei nostri tempi». Insomma, questa produzione del Comune di Livorno e MetaMorfosi Eventi sembra avere tutti i presupposti per arrivare al suo ultimo giorno, il 19 marzo, con un bilancio più che positivo .

«Non si facciano paragoni con la mostra di Modigliani - dice il sindaco - perché sarebbe sbagliato. Per Dedo, c’è stato un appeal diverso. Fu un evento di enorme portata». Ma i numeri su Banksy trovano un Luca Salvetti molto soddisfatto. «Certo, siamo all’inizio ed i conti anche parziali dovremo farli un po’ più avanti. Tuttavia, i visitatori che nei giorni precedenti al Natale si sono avvicinati sono rimasti entusiasti». Salvetti, mentre parla è reduce da una visita fugace al Museo di Città, e ha conferma che il target è quello atteso. «Giovani e famiglie intere, un aspetto interessante. Sono orgoglioso». Incuriosisce la provenienza dei fruitori della mostra. Più livornesi o no? Quale la provincia della Toscana più presente? «Mah, posso dire che c’è qualcuno anche straniero. Ho visto dentro degli svedesi. Certo qui non per Bansky. Ma forse conoscono la sua arte e hanno approfittato della presenza a Livorno per trascorrere un’oretta al museo. Fra i toscani , ovvio pensare alle città a noi più vicine; ma anche da Firenze arrivano sempre in tanti. Perché amano l’arte che abbinano sempre a una gita a Livorno di cui sono follemente innamorati». Con gennaio, gli eventi collaterali messi a calendario e le novità che vengono proposte, ci si attende un ulteriore aumento. «Si, come quello di domenica 8 gennaio, dalle 17 alle 21 e il The Cage - DJ, col Dj set all’interno della mostra. Il visitatore si mette le cuffie, ascolta musica e magari balla mentre guarda le opere. Senza far confusione e senza sentire confusione dagli altri. La sacralità del luogo viene salvaguardata e rispettata».
 

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