Il Tirreno

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Tribunale

«Pubblico online le tue foto intime»: livornese condannato per stalking

Stefano Taglione
Cristina Cerrai, responsabile dello sportello provinciale "Vis"
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Cristina Cerrai, responsabile dello sportello provinciale "Vis"

Livorno: due anni di reclusione per un quarantottenne che avrebbe perseguitato l’ex compagna appostandosi anche sotto la sua casa

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LIVORNO. L’avrebbe minacciata con picchi di centinaia di chiamate e messaggi ogni giorno: «Tanto ti distruggo, ti do fuoco alla macchina». Prospettandole anche l’eventualità di diffondere sui social video e immagini che la ritraevano insieme a lui in atteggiamenti intimi. Un quarantottenne livornese è stato condannato a due anni di reclusione per stalking, con la giudice Rosa Raffaelli che ha anche disposto un risarcimento provvisorio di 3.000 euro alla vittima, una donna di 50 anni – Il Tirreno omette l’identità dell’uomo per non renderla identificabile – che lo aveva denunciato all’inizio dell’anno scorso.

I messaggi

La donna – assistita dall’avvocata Manuela Demurtas – esasperata si era rivolta allo sportello Vis della Provincia, guidato da Cristina Cerrai, che assiste le donne vittime di violenza. A causa dell’atteggiamento ossessivo dell’ex compagno, infatti, a un certo punto aveva deciso di troncare la relazione. Ma lui, purtroppo, non se ne sarebbe mai fatto una ragione. Iniziando a importunarla e poi a tormentarla con centinaia di chiamate e messaggi ogni giorno, anche via Whatsapp, decidendo perfino di seguirla sotto casa in macchina e accendere l’autoradio a tutto volume.

La minaccia

Fra le minacce anche quella di diffondere sui social network video e immagini della coppia in atteggiamenti intimi. La vittima, naturalmente, nella denuncia ha raccontato anche questo, anche se per fortuna l’ex compagno non l’ha mai fatto, motivo per il quale non è stato né imputato, né tantomeno condannato, per il cosiddetto reato del “revenge porn”. Ma questo suo comportamento, al pari di tutti gli altri tenuti in quei mesi, ha fatto sì che venisse punito per atti persecutori, aggravati dal fatto che i due erano fidanzati. Nel corso del tempo il tribunale aveva anche disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento, ora decaduta.

Stato d’ansia

Il comportamento dell’ex compagno ha naturalmente provocato alla donna un preoccupante stato di ansia e di paura per sé e per i propri familiari. Per questo si è dovuta anche rivolgere alle cure dei sanitari dell’ospedale. Insonnia e attacchi di panico quelli di cui è stata vittima. l


 

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