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Dimesso dall’ospedale di Livorno dopo diciassette ore: «Aveva la polmonite»

di Federico Lazzotti
Dimesso dall’ospedale di Livorno dopo diciassette ore: «Aveva la polmonite»

Ora il paziente è ricoverato a pneumologia dopo un nuovo accesso al pronto soccorso. La figlia: “Adesso sta meglio"

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LIVORNO. In questa storia, cominciata lunedì scorso, un parziale lieto fine già c’è. E lo racconta la figlia di Mario, 69 anni, e diverse patologie pregresse. «Mio padre adesso sta meglio – dice tirando un sospiro di sollievo – è ricoverato da mercoledì sera nel reparto di pneumologia dell’ospedale di Livorno, lo stanno seguendo con molta attenzione e domani (oggi per chi legge ndr) farà un Tac per capire quale sia la natura dell’infezione ai bronchi che lo ha debilitato».

Eppure il percorso sanitario dell’uomo non era cominciato bene, tanto che la famiglia si era preoccupata e molto: dimesso dal pronto soccorso dopo oltre diciassette ore trascorse tra esami e osservazione e la diagnosi di una presunta polmonite.

Per ricostruire quello che è avvenuto al sessantanovenne è necessario fare un ulteriore passo indietro. E arrivare alle 12,15 di lunedì 21 dicembre quando dallo studio del medico di famiglia parte una chiamata al 118. «Il mio paziente non sta bene – spiega il dottore – ha bisogno di andare in ospedale». Il quadro clinico lo fa sempre la figlia: «Quando il medico di famiglia ha chiamato l’ambulanza – racconta – mio padre aveva 92 di saturazione e non stava in piedi, respirava a fatica, aveva il fiatone e da due giorni non riusciva nemmeno ad allacciarsi le scarpe. Si tratta – prosegue – di un paziente obeso, che soffre di pressione alta, quindi iperteso, inoltre viene da alcune cure oncologiche».

Quando il sessantanovenne arriva al pronto soccorso «ha una pressione di 40/110». E qui comincia l’odissea sua e quella dei familiari. «No riuscivamo a capire che cosa accadesse – raccontano – solo mio padre ogni tanto ci informava di quello che gli stavano facendo tramite il cellulare».

Intanto le ore passano, fino a quando alle sei del mattino l’uomo viene dimesso «con la diagnosi di una polmonite». Spiega il primario Luca Dallatomasina difendendo l’operato dei suoi medici: «Il paziente era in condizioni di essere dimesso. Era venuto per una febbre e abbiamo trovato una broncopolmonite con parametri nella norma. I motivi per ricoverare un paziente sono: terapie che non possono essere fatte a domicilio, necessità di ossigeno o esami diagnostici supplementari per chiarire la diagnosi. Dai dati che avevamo non c’erano nessuna di questi elementi. Questo episodio – prosegue – è grave perché si cerca di insinuare il dubbio nel paziente che l’ospedale non lavori bene. Invece è necessario rendersi conto che Livorno è una grande ospedale, funziona bene ed è molto meglio di altri». Dopo le dimissioni il sessantanovenne è stato un giorno e mezzo a casa per poi ripresentarsi in pronto soccorso nella serata di mercoledì. Stavolta il medico ha deciso per il ricovero in pneumologia dove lentamente, attaccato all’ossigeno, sta scrivendo il lieto fine insieme ai dottori. 
 

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