Il Tirreno

Livorno

La sentenza

Aggredisce poliziotto allo stadio: tifoso amaranto patteggia sei mesi

Stefano Taglione
Tifosi amaranto (foto Masini/Silvi)
◗
Tifosi amaranto (foto Masini/Silvi)

Livorno, il ventisettenne era stato arrestato dalla polizia prima della partita contro i romani dell'Ostia: la pena è stata sospesa

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Con fare sprezzante voleva entrare allo stadio senza biglietto per gustarsi il match fra il Livorno, la sua squadra del cuore, e i romani dell’Ostia: «Tu che vuoi, non rompere i coglioni». E poi: «Che vuoi, non ce l’ho il biglietto, tanto lo sapete qui come funziona...». E infine, costretto dalla polizia ad abbandonare l’area di filtraggio e a comprare il titolo di accesso alla curva Nord, si è ripresentato dopo mezz’ora umiliando e aggredendo un agente: «Ecco il biglietto, ora ti ci puoi pulire…», gli ha urlato da pochi metri tirandogli in faccia il ticket cartaceo.

Le accuse

Per questo motivo un tifoso amaranto di 27 anni, Valerio Orsini, ha patteggiato sei mesi di reclusione con la pena che è stata sospesa. L’ultrà labronico, che lo scorso 13 novembre prima del match contro la compagine laziale era stato arrestato in flagranza di reato per «minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale – aveva spiegato all’indomani dell’operazione, coordinata dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, la polizia – e denunciato anche per oltraggio a pubblico ufficiale». Il giovane, difeso dall’avvocato Luciano Picchi, in aula prima della convalida dell’arresto aveva chiesto «scusa a tutti», pentendosi di ciò che l’aveva visto protagonista fuori dallo stadio Armando Picchi.

La testimonianza

Fondamentale, in tribunale, la testimonianza dell’agente della questura che ha poi arrestato Orsini. «Eravamo ai varchi di filtraggio – ha spiegato in aula – e verso le 14.55 è arrivato Orsini. Era insofferente al controllo, quindi gli ho chiesto di pazientare. A un certo punto mi ha detto: “Tu che vuoi, non rompere i coglioni”. Poi ha alzato il tono della voce, destando allarme. Abbiamo cercato di rabbonirlo, ma ha continuato a fare ostruzionismo. Infine gli abbiamo chiesto il biglietto, ma non lo aveva perché era consuetudine per lui entrare in questo modo. “Che vuoi, non ce l’ho il biglietto, tanto lo sapete come funziona...”, ci ha detto. Lo abbiamo quindi riaccompagnato fuori e all’esterno si è divincolato». Il tifoso si assenta per mezz’ora. Poi torna col biglietto. «Alle 15.20 è tornato, si è messo davanti a uno steward, posizionando per terra una bottiglia – ha raccontato ancora il sostituto commissario della polizia – Ha esibito il biglietto e vista la situazione abbiamo ritenuto di identificarlo compiutamente, facendolo accedere allo stadio perché non c’era motivo di lasciarlo fuori. Una volta dentro, però, si è diretto verso di me scagliandomi contro il biglietto e dicendomi: “Eccolo il biglietto, adesso ti ci puoi pulire…”. Questo suo atteggiamento ha richiamato l’attenzione di tutti e lo abbiamo arrestato. Un collega coinvolto ha accusato dei dolori ed è ricorso alle visite del pronto soccorso. Non è qui a testimoniare perché ha una visita ortopedica».

Il patteggiamento

Dopo la convalida dell’arresto Orsini è tornato subito in libertà ed è tutt’ora un uomo libero. Il suo avvocato, Luciano Picchi, durante l’udienza davanti al giudice Andrea Guarini aveva chiesto i termini a difesa e nei giorni scorsi c’è stato il patteggiamento: sei mesi di reclusione con la pena sospesa. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web