Il Tirreno

Livorno

I disagi

Nel cuore di Shangai la via smantellata e mai ricostruita in oltre un anno. I residenti: «Secondo Natale in un cantiere»

di Juna Goti
Alcuni dei commercianti e dei residenti di via Wan Bergher, vicini dell’ex Chiccaia
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Alcuni dei commercianti e dei residenti di via Wan Bergher, vicini dell’ex Chiccaia

Livorno, protestano residenti e negozianti della fantasma via Wan Bergher

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LIVORNO. «Per noi sarà il secondo Natale dentro un cantiere, e senza la nostra strada...». Sono infuriati i residenti e i commercianti superstiti di quella che una volta era via Wan Bergher, nel cuore di Shangai. Una volta, perché nell’ottobre del 2021 la strada è stata chiusa e in gran parte smantellata per cercare ordigni bellici, come previsto nell’ambito del cantiere che ancora non ha portato alla ricostruzione del vecchio blocco popolare della Chiccaia, buttato giù nel 2020.

Da allora niente è cambiato: i palazzi popolari che prenderanno il posto della Chiccaia non sono ancora stati ricostruiti, tutta l’area è recintata e la strada (via Wan Bergher) di fatto non esiste. «Da un anno a questa parte è rimasto tutto uguale, qui non lavora più nessuno, vengono ogni tanto a tagliare l’erba e basta...». Lo raccontano dalle botteghe aperte Sabrina Macera (parrucchiera che da trent’anni gestisce Il Bello delle Donne), Lisiana Marchesini (merceria), Cristiana Cascone (frutta e verdura). Con loro un gruppo di residenti – con in testa Daniele Guidi – degli appartamenti ormai quasi tutti privati che si trovano tra via Paretti e via Poerio, in quella che sarebbe appunto via Wan Bergher.

«Da mesi e mesi – ripetono a turno negozianti e residenti – viviamo in un cantiere». «Senza la strada non abbiamo più passaggio e visibilità», ripetono soprattutto i primi. «E neppure i parcheggi», evidenziano i secondi. «Ma questo diventa quasi secondario – sottolinea Guidi – se si pensa al resto. A ottobre è venuta l’ambulanza e non è riuscita a passare. Il sindaco cosa ha fatto? Ha fatto tagliare le siepi il giorno dopo. Passa una volta al mese, ma aveva garantito che avrebbe riaperto la strada a febbraio, poi a giugno, ora quasi sembra che il ritardo sia colpa nostra...». Perché? «Perché intorno al nostro palazzo ora dobbiamo montare l’impalcatura per i lavori del 110. Dicono che due cantieri accanto, il nostro e quello della Chiccaia, non possono stare, ma noi non potevamo aspettare, rischiavamo di perdere i soldi. Il sindaco dice che è colpa nostra perché finché non siamo pronti con questi lavori non possono riaprire la strada. È una bugia, il Comune con noi si è comportato malissimo».

Se tra i residenti il clima è caldo, anche i pochi negozianti rimasti si fanno sentire. «Qui fino a una quindicina di anni fa c’erano tante botteghe, il lattaio, il macellaio, la ferramenta. Poi già negli anni dell’amministrazione Cosimi e dei palazzi di Consabit chiusero una parte della bretella, riducendo il passaggio. Ora questo». «Quando sarà ricostruito il nuovo blocco della Chiccaia – sottolineano insieme a proposito di via Wan Bergher – qui resterà solo un marciapiede e qualche posto auto, con una strada che non sappiamo se sarà transitabile per tutti o solo per chi avrà i garage». Ipotesi che nel palazzo accanto chiaramente non convince. In ogni caso, è la richiesta di tutti, «intanto ci riaprano un pezzo di strada, anche provvisoria».

Merita però fare anche un punto sullo storico blocco popolare da 126 alloggi che è stato demolito nel 2020 e che ancora non è stato sostituito dagli annunciati 54 appartamenti divisi in quattro immobili (quasi 7milioni di euro arrivano dal bando periferie dello Stato). Ecco, ieri in Comune assessori e vertici di Casalp hanno risposto che «c’è un problema relativo all’aumento dei costi e stiamo valutando la possibilità di dividere l’intervento in lotti diversi, quindi fare intanto tre torri anziché quattro». Rimandano quindi a ulteriori finanziamenti i 15-16 alloggi che resterebbero fuori ora.

 

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