Il Tirreno

Livorno

La solidarietà

Tutti in campo per Giacomo, amputato dopo l'incidente in moto: «Sento forte il vostro amore»

Stefano Taglione
Giacomo Cangialosi con la compagna Eleonora Caracuzzi
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Giacomo Cangialosi con la compagna Eleonora Caracuzzi

Livorno: molteplici iniziative per acquistare una protesi elettronica. Si sono mossi albergatori, autisti, bar per Cangialosi

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LIVORNO. I livornesi, e non solo loro, hanno risposto al suo appello. Donando quanti più soldi possibile per cercare di aiutarlo a riprendere una vita quasi normale. Giacomo Cangialosi, 28 anni, dal 13 agosto scorso è rimasto senza una gamba dopo uno spaventoso incidente stradale alla Mazzanta, nel comune di Rosignano, in cui ha sbandato con la sua moto dopo essersi ritrovato davanti una ragazzina di 15 anni in bicicletta che stava attraversando la strada al buio. Il giovane cecinese, conosciutissimo a Livorno dove ha lavorato come rappresentante alimentare dopo aver frequentato l’istituto per geometri Buontalenti, si è poi schiantato contro una ringhiera a bordo strada, «che ha fatto da ghigliottina alla gamba», racconta la sua fidanzata, la livornese Eleonora Caracuzzi. Cangialosi, che da quel momento ha iniziato la lotta per vivere, è stato amputato all’arto destro e si muove con una protesi fornita dall’Asl, «che però è meccanica, non elettronica: per me, che ho 28 anni, serve qualcosa di più evoluto, un ginocchio elettronico che purtroppo non viene passato dal Servizio sanitario nazionale, per questo chiedo aiuto a tutti. Costa 70.000 euro e può consentirmi di fare cose che altrimenti, con le dotazioni attuali, non potrei più fare».

La solidarietà

Il 9 dicembre scorso, Il Tirreno, scrive un articolo in cui Giacomo racconta la sua disavventura. Dell’incidente ricorda poco, ma della lotta iniziata all’ospedale delle Scotte di Siena sì, ricorda tutto. La sua grande caparbietà lo ha già portato a iscriversi in palestra, per tenersi in forma e cercare di riprendere in mano la sua vita. «Dopo l’articolo del Tirreno – rivela Cangialosi – tantissime persone, tutte sconosciute, mi hanno contattato. È stato bellissimo. Il teatro “L’Ordigno” di Vada, prima delle vacanze di Natale, ha donato metà dell’incasso della serata, 200 euro. Poi hanno avviato delle collette anche il “Kontiki” e l’associazione albergatori di Cecina. Sono stato inoltre contattato da Giuseppe Saldamarco dei “Montecatini bikers” di Montecatini Val di Cecina, in provincia di Pisa, che il 20 e il 21 maggio organizzano un raduno e mi doneranno il ricavato. Voglio ringraziare tutti quanti per la gentilezza, sento forte il vostro amore».

Gli aiuti

Anche gli ex colleghi di lavoro di Giacomo, che prima dell’incidente era un dipendente interinale alla Coop di Cecina, si sono mobilitati per aiutarlo. Avviando una colletta. «Lo stesso hanno fatto gli autisti dei bus, i colleghi mio padre», rimarca Cangialosi. Proprio uno dei conducenti di Autolinee Toscana, il consigliere comunale della Lega Stefano Chiavistelli, «si è attivato per darmi una mano, lo ringrazio così come ringrazio tutti gli altri. La loro vicinanza è importante». Giacomo è stato contattato anche da una fondazione di Firenze che si occupa di aiutare le persone meno fortunate, anche se al momento il progetto non si è ancora concretizzato: «Hanno visto un post della zia della mia ragazza, che è di Firenze – sottolinea Cangialosi – così mi hanno contattato. Mi hanno spiegato che di solito sono gli altri a chiamare loro e che spesso devono verificare che le storie siano vere. Invece stavolta sono stati loro a telefonare a me. Tutto questo affetto mi fa veramente molto piacere, non ho parole, non so descriverlo. Tutto è partito dall’articolo del Tirreno».

Raccolta fondi

Qualche settimana fa la compagna di Giacomo, Eleonora Caracuzzi, ha creato una pagina web per contribuire alle donazioni. L’obiettivo è raggiungere i 70.000 euro, un importo che è stato individuato come obiettivo per acquistare il “ginocchio elettronico”. Il portale è “GoFundMe” e l’indirizzo è: https://www.gofundme.com/f/dona-per-aiutare-Giacomo. Attraverso una carta di credito, chiunque, potrà così aiutare Cangialosi e la sua famiglia. La protesi elettronica, «che si comanda anche attraverso un’app del telefono», gli consentirà di avvicinarsi a fare quei movimenti che Cangialosi, prima dell’amputazione, faceva senza problemi. l

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