Gioco
Livorno, muore a 23 anni su un barcone per l’Italia il fratello del portiere dell’Africa Academy
Il giovane gambiano è annegato in mare, il presidente Marrucci: «Profondo sconcerto»
LIVORNO. È morto a 23 anni mentre cercava di raggiungere il fratello a Livorno. Annegato nelle acque libiche, dopo essere scivolato dal barcone a causa delle alte onde del mare. È una tragedia quella che sconvolge la famiglia livornese dell’Africa Academy calcio, che ha perso il fratello del portiere diciottenne gambiano Ablaye Diagné.
A dare la notizia è stato il presidente della compagine multietnica livornese, Franco Marrucci: «È successo tutto nella notte scorsa (quella fra mercoledì e giovedì per chi legge ndr) – afferma – e sono sconcertato, addolorato, senza parole. Lui stava andando a scuola ed è stato immediatamente avvertito. Il mio vicepresidente gli ha tenuto compagnia provando a confortarlo, ma purtroppo in queste situazione non c’è niente da fare. Ci ho parlato e ovviamente stava piangendo. Tutti noi siamo scossi, stasera (ieri sera per chi legge ndr) avevamo una partita, ma insegno di lutto abbiamo rimandato tutto a data da destinarsi. Non siamo in condizione di giocare. Il fratello di Ablaye lo stava per raggiungere in Italia, qui a Livorno, dove vive anche il padre. Era un su un barcone per arrivare nel nostro Paese».
Il dramma si è consumato proprio poche ore prima dello sbarco della “Life Support”, la nave di Emergency che ieri mattina ha portato a Livorno i 142 migranti tratti in salvo proprio fra le acque maltesi e quelle libiche. In quest’ultimo tratto di mare è morto il ventitreenne. Se fosse sopravvissuto, probabilmente, sarebbe stato tratto in salto da una nave delle Ong. «Il suo obiettivo – ricorda Marrucci – era ricongiungersi alla famiglia. Ablaye è un bravissimo ragazzo, che si vuole integrare».
Il progetto dell’Africa Academy ha proprio questo obiettivo: l’integrazione dei ragazzi africani. Marrucci e compagni, per loro, propongono anche corsi di italiano e organizzano momenti di integrazione, oltre ad aiutarli sotto il profilo burocratico con le pratiche per i permessi di soggiorno con l’ufficio immigrazione: «Facciamo quelle che serve – prosegue il presidente della società – naturalmente l’obiettivo è aiutarli a vivere in Italia nella maniera migliore possibile. Non contano i risultati, conta il progetto di integrazione».
Africa Academy è da due anni che milita nei campionati dilettantistici. Quest’anno, per la prima volta, è con la Uisp: «Ho lasciato la federazione – conclude Marrucci – perché non ci sono state date agevolazioni per i tesseramenti e le iscrizioni, quindi ho deciso di andare alla Uisp. Qua, però, i pagamenti sono addirittura più salati e sono abbastanza pentito della mia scelta. In ogni caso, il nostro obiettivo, è solamente umanitario e di integrazione».
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