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Migranti, ecco la seconda nave ong: la Sea Eye 4 sbarca 108 persone – Video
Tre minori sono rimasti a Livorno, gli altri dieci nel resto della Toscana. Il sindaco Salvetti: «Per i giovani dovrà iniziare un periodo di inserimento vero, perché dovrà diventare un cittadino italiano e livornese». L’imbarcazione già ripartita per il porto spagnolo di Burriana
LIVORNO. È attraccata in porto alle 8.35 la “Sea Eye 4”, la nave della omonima Ong tedesca con a bordo 108 migranti, di cui 12 minori. Ed è ripartita alle 18.08 verso il porto spagnolo di Burriana, non lontano da Valencia. La maggior parte di loro proviene da Bangladesh, Sudan e Nigeria, ma anche da Pakistan, Somalia, Togo, Sierra Leone ed Egitto. All'arrivo all'accosto 75 alcuni dei profughi hanno salutato i volontari scattando foto con i telefonini. Quarantasei persone, di cui 12 bambini, sono rimaste in Toscana. È quanto ha spiegato il prefetto di Livorno, Paolo D'Attilio.
SECONDO SBARCO
Si tratta del secondo sbarco in due giorni a Livorno dopo quello della "Life support" di Emergency con 142 persone a bordo. La nave dell’organizzazione non governativa italiana, a differenza di quella tedesca, per il momento è rimasta in porto. Dopo essere stata in sosta alla banchina 15D, nell’area industriale, nel pomeriggio del 23 dicembre si è spostata al Molo Italia, non lontano dal luogo dello sbarco del 22 dicembre.
IN TOSCANA RIMANGONO 46 PERSONE
"A bordo – spiega l'assessora regionale alla protezione civile Monia Monni – non ci sono stati casi di Covid, ma molta scabbia e disidratazione. Il porto di Livorno non va bene per gli sbarchi perché costringe le Ong a navigare più tempo e a fare meno salvataggi. Nonostante questo la Regione Toscana, con una grande organizzazione, ha accolto tutti. Il sistema dell'accoglienza resta comunque in tensione e il prefetto si è adoperato per accogliere i ragazzi a Piombino per quanto riguarda il primo sbarco". Trentadue sono state ospitate in Emilia, 30 nel Lazio e 33 in Toscana, dove sono rimasti anche i 13 ragazzi. "Due persone sono andate in ospedale - prosegue D'Attilio - Il comandante ci ha detto che ne avevano bisogno. Vedremo i prossimi sbarchi se saranno a Livorno, noi non ci siamo proposti, nessuno si è proposto".
SALVETTI: "CHI RESTA È LIVORNESE"
"Volevamo capire come reagire e tutti insieme abbiamo fatto un gran lavoro - dice il sindaco di Livorno, Luca Salvetti - Livorno e la Toscana hanno mostrato una bella faccia al resto del Paese. Così bisogna fare, le polemiche sul perché a Livorno e perché lontano dalle zone operative le lasciamo a dopo. Per i minorenni a Livorno dovrà iniziare ora un periodo di inserimento vero perché dovrà diventare un cittadino italiano e livornese".
L'ACCOGLIENZA IN BANCHINA
Ci sono state oltre 300 persone in banchina per accogliere i migranti. La precedenza è stata data ai feriti e alle persone in difficoltà. A ogni profugo, appena sbarcato, dopo il tampone a bordo viene consegnato un braccialetto con un numero identificativo che conserverà fino all'arrivo, previsto in serata, al centro di accoglienza. Poi, dopo i controlli medici, è iniziato il percorso con i mediatori culturali, la compilazione dei moduli per richiedere il permesso di soggiorno in Italia, e l'identificazione vera e propria con le impronte digitali. Nella giornata del 21 dicembre, dei 142 migranti sbarcati dalla "Life support", tutti sono risultati richiedenti asilo e nessuno era mai entrato in Italia prima d'ora. Così come, il giorno dopo, per chi è sceso dalla “Sea Eye 4”.
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