Gioco
Per l’Auser di Livorno un Doblò sotto l’albero. «A mio padre non serve, ve lo regalo»
Il dono della Solvay e di un’avvocata: «Tenerlo fermo mi sembrava un vero delitto»
Livorno C’era una volta una macchina, una Fiat Doblò, che dopo l’acquisto fu subito trasformata e omologata in motorizzazione, come mezzo idoneo al trasporto della carrozzina. Con tanto di rampa a scivolo e tutti quei meccanismi per il traino a bordo. Serviva a una famiglia affinché un proprio congiunto, in seguito a un incidente occorso nel 2013 che lo aveva paralizzato, potesse regolarmente spostarsi, renderlo partecipe della quotidianità e fare la vita normale come quella condotta prima dell’infausto evento. Nel tempo, Paolo peggiora, ed ha bisogno di attenzioni ancor più particolari. Di quelle che non basta l’amore di casa. E viene trasferito in una struttura a Lido di Camaiore. La macchina nel frattempo non viene più utilizzata, resta ferma in garage e messa in moto solo per alcuni minuti ogni tre o quattro giorni, tanto per tenerla in forma e non scaricare la batteria. «Ci sono però dei meccanismi tali, tutti i rimandi di assistenza che richiamano la carrozzina, che se non vengono utilizzati, sono destinati a sciuparsi – dice Francesca Martolini, la figlia di Paolo e che di professione fa l’avvocata -; ed allora conoscendo Ivano Martelloni, presidente di Auser Livorno e sapendo bene quello che l’associazione che lui rappresenta fa per gli altri, ho deciso di donargli una parte del valore di questa auto. Dando loro così la possibilità di poterla utilizzare per i servizi che tanto servono alla collettività».
Una storia particolare. Perché una parte della donazione arriva infatti da Francesca, l’altra dalla Solvay e resa possibile grazie al sostegno concreto del Solvay Solidarity Fund, gestito dalla Fondazione “King Baudouin Foundation” di Bruxelles, proprio per supportare lodevoli iniziative di assistenza sociale nei territori degli stabilimenti del gruppo. Il valore del Doblò è stato quantificato da esperti del settore auto in 16mila euro. E la multinazionale, presente sul territorio con Solvay Solution in Via Leonardo Da Vinci, sito specializzato nella produzione di Silica per pneumatici green di nuova generazione, dove ieri pomeriggio il mezzo è stato ufficialmente consegnato, ha contribuito staccando a Francesca un assegno da 10 mila euro. La macchina era così ormai pronta per una lucidata e per gli adesivi che da ora in poi la caratterizzeranno. Compreso quello che ha voluto, visibile però il giusto, la Solvay lungo la fiancata: “Donazione in memoria dell’Ing. Maria Cleofe Volpe, Direttore dello stabilimento Solvay di Livorno”, prematuramente scomparsa, che ha dedicato le proprie energie e competenze professionali all’impianto livornese, avviando le iniziative di collaborazione benefica con Auser. Non poteva mancare la visita del primo cittadino «istituzionale neanche tanto – ha detto Salvetti -; stiamo parlando in queste ore di Livorno città solidale. Pronta ad accogliere, aiutare chi sta soffrendo e chi ha difficoltà. E questo è un altro esempio. Di chi segnala complicazioni ed esigenze, in questo caso l’Auser, e chi nella città, una azienda e un privato, rispondono portando a termine una operazione che arricchisce tutta la comunità». Marco Martinelli, direttore di Solvay Italia interviene.
«Bella giornata per me. Contento per Auser, associazione nella quale mia madre per tanti anni ha fatto la volontaria a Rosignano, la mia città. E mi fa piacere immenso leggere su questa auto il nome di Maria Cleofe Volpe, che assunsi in azienda io nel 2007. Una persona di grande valore che Solvay ha inteso ricordare in modo positivo con questa auto e anche grazie alla famiglia Martolini. Sono le cose che vorremmo vedere tutti quanti più spesso». Gli fa eco Stefano Trusendi, direttore dello stabilimento livornese. «Attraverso la fondazione Solvay di Re Baldovino si è resa possibile questa donazione. Cosa importante perché si rende possibilità a chi fa volontariato di sentirsi meno solo. Questa sera (ieri, ndr) , faremo la cena coi nostri dipendenti, il Citizen day che quest’anno era dedicato alla diversità e all’inclusione. Saremo al ThisIntegra, al loro ristorante. È un filo rosso. Tutto torna, tutto ha una logica. La volontà di un gruppo importante di stare con chi ha bisogno».
Il presidente Auser Filo d’Argento di Livorno, Ivano Martelloni è emozionato. «In un momento in cui il volontariato sembra in difficoltà anche per mancanza di risorse da parte delle amministrazioni pubbliche, trovare persone ed aziende che sostengono la causa è un messaggio importante. Arricchiamo il nostro parco mezzi. Questa sarà la nostra sesta macchina, che utilizziamo sia per portare la spesa a casa di famiglie indigenti che per portare chi ha bisogno di spostarsi per visite presso le strutture della sanità pubblica. Il rapporto con Solvay, nacque prima del Covid. Trovandoci con un gruppo di lavoratori per dare gambe a un progetto che li coinvolgesse nel volontariato. I rapporti sono stati mantenuti e alla fine è arrivata anche l’auto. È qualcosa di straordinario».
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