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Livorno piange “Iacche” Paretti: ha cucinato in locali di mezza città

Livorno piange “Iacche” Paretti: ha cucinato in locali di mezza città

È morto dopo un malore in casa. Aveva 78 anni, lascia moglie e due figli

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Livorno Di professione faceva l’operaio, ma la sua grande passione è sempre stata una: la cucina. Per questo tempo fa aveva iniziato a preparare pietanze nei locali di mezza città. All’anagrafe era Iliano Paretti, ma tutti lo chiamavano “Iacche”. Come Jack, ma più livornese. Ieri si è sentito male nella sua casa in Colline. Era con la famiglia e, dopo il malore, l’ambulanza l’ha trasportato d’urgenza al pronto soccorso. Ma purtroppo non c’è stato niente da fare. È morto lì, in ospedale, a 78 anni. Lasciando un grande vuoto nei cuori dei tanti che, in città, l’hanno conosciuto: per lavoro, per amicizia o per entrambi. Così come in quelli della moglie Rossana, dei figli Andrea e Federico e dei cinque nipoti: Lavinia, Camilla, Elia, Aurora e Marco.

«Babbo aveva un carattere molto espansivo – racconta il figlio Federico –. In tenera età gli americani, ancora a Livorno nell’immediato dopo guerra, gli dettero il nome di Jack. Che immediatamente fu cambiato in un più labronico Iacche». Paretti è stato volontario della Svs e ha lavorato in raffineria: come operaio addetto ai quadri e, poi, nel laboratorio dell’impianto. «In età matura – racconta il figlio – ha poi deciso di dedicarsi alla sua grande passione: la cucina».

Passione che del resto non aveva mai nascosto. «A casa cucinava in ogni occasione, organizzando pranzi e cene. E mi ricordo quando ai Bagni Lido, che lui frequentava, dispensava ricette a tutti».

Ricette che poi ha messo in pratica anche nei locali della città, dove ha lasciato il segno. «Ha lavorato in moltissimi ristoranti locali, dapprima con l’amico Guglielmo Prima al Giardino di Inverno ed al Ghiné Cambrì. Poi ha gestito il ristorante il Gigante e la Bambina, ha lavorato al ristorante Miramare, al ristorante Tirreno 231 di Beni, presso il Cosmopolitan Golf di Tirrenia, in alcuni locali all’interno di stabilimenti balneari a Tirrenia e come ultima esperienza ha lavorato al Punto Panino».

L’ha fatto sempre col sorriso sulle labbra. Mantenendo quella solarità che era uno dei suoi tratti distintivi. Armeggiare ai fornelli gli piaceva e trasmetteva questa grande passione attraverso i suoi piatti. E in tanti ieri sono andati alla camera mortuaria dell’ospedale di viale Alfieri, dove è stata esposta la salma, ad abbracciare i parenti di Iliano Paretti. «Sono venuti molti ex colleghi e ci ha fatto molto piacere. Ci siamo commossi».

È stato un modo per ricordare “Iacche” e le serate trascorse insieme. Dietro ai fornelli o semplicemente davanti a un caffè. Per una passeggiata o per fare quattro chiacchiere insieme. Parlando di cucina, ma non solo. Per chi volesse salutare un’ultima volta Iliano Paretti, la sua salma rimarrà esposta alla camera mortuaria di viale Alfieri fino alle 10 del 22 dicembre, poi sarà trasportata, da un mezzo del servizio di onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna, per la cremazione.


 

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