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Assolti i big del porto di Livorno, l'ex presidente dell'Authority: «Ora ho di nuovo la mia libertà»
Stefano Corsini dopo la sentenza sulle concessioni delle banchine: «Ho fatto buone cose per la città Livorno». E Provinciali aggiunge: «Grazie a tutti»
LIVORNO. «Il tribunale ha dimostrato che il mio comportamento è stato corretto. Ho sempre agito nell’interesse pubblico, facendo buone cose per Livorno. Sono un servitore dello Stato e sono sempre convinto di aver svolto al meglio il mio dovere. Finalmente, adesso, ho di nuovo la libertà di agire».
A parlare, dopo la sentenza di assoluzione, è l’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, Stefano Corsini, che proprio nell’ambito del processo che si è concluso ieri mattina, poco prima delle 11, nell’aula B di via Falcone a Borsellino aveva subìto una sospensione dal lavoro, poi annullata dalla Corte di Cassazione, per sette mesi. «E dopo l’interdizione – afferma emozionato, con gli occhi lucidi dopo che il collegio ha letto il dispositivo che verrà motivato fra due mesi – sono anche tornato al mio posto per lavorare al meglio per il porto».
Comprensibilmente soddisfatto anche l’allora segretario generale dell’Authority, Massimo Provincialio come Corsini fra gli otto imputati. «Mi aspettavo di essere assolto – spiega – perché ero pienamente consapevole di non aver fatto niente di sbagliato. È stato un periodo molto difficile per tutti e soprattutto lungo, visto che nel febbraio prossimo saranno passati sette anni dalla denuncia e quindi dall’inizio di questa vicenda. Io sono rimasto sospeso otto mesi dal lavoro, il presidente Stefano Corsini sette. Proprio noi, che abbiamo costruito una carriera professionale sul servizio allo Stato. Voglio ringraziare tutti gli avvocati – conclude Provinciali – perché sono stati eccezionali. Il loro schieramento è stato compatto e nessuno dei legali ha pensato alle posizioni individuali dei singoli clienti».
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