Il Tirreno

Livorno

La storia

«Aiuto, ci sono i topi e ballano il can-can». Le telefonate da urlo all’ufficio ambiente del Comune di Livorno

di Franco Marianelli
«Aiuto, ci sono i topi e ballano il can-can». Le telefonate da urlo all’ufficio ambiente del Comune di Livorno

Il dirigente ha raccolto le conversazioni più incredibili in un libro. Ma c’è anche chi si lamenta del vicino: «Fa troppo rumore. E poi sentisse le canzoni che ascolta»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Gli studiosi della branca animale li chiamano muridi, altri addetti ai lavori li definiscono genericamente roditori, i più colti ratti, gli italiani topi, i livornesi tradizionalmente “tarponi” con una presumibile originale “elle” mutatasi in “erre”nel tempo. L’oggetto è sempre lo stesso ovvero l’animale che con noi condivide, sempre da ospite indesiderato, una parte del nostro habitat.

L’occasione è data da Leonardo Gonnelli, dirigente dell’Ufficio Ambiente del Comune di Livorno, che ha deciso di pubblicare alcune conversazioni relative alla denuncia da parte di cittadini, tramite telefono, di presenze di topi in città. E ovviamente i livornesi non potranno che farlo con effetti pirotecnici: «Quello del dipendente pubblico – scrive Gonnelli nell’introduzione di “I topi non avevano nipoti”– è un lavoro impegnativo che deve essere condotto con serietà perché ha come orizzonte la nostra città e la sua gente, ma debbo riconoscere che la simpatia di alcuni cittadini, a volte ci riavvicina all’ironia che non dovremmo mai perdere di vista, qualsiasi cosa facciamo. A volte è proprio l’ironia che torna utile per risolvere i problemi. Dopo l’edizione del 2021 abbiamo pensato di aggiornare il libriccino con altre esilaranti frasi dei nostri cittadini. Il materiale proviene da telefonate, mail, note, lettere protocollate e non degli ultimi 6 anni. Il titolo della pubblicazione è un po’ misterioso e palindromo, perfettamente calzante con la natura beffarda, graffiante e impertinente dei nostri principali protagonisti. Alcune frasi sono state segnalate da colleghi che ringrazio con affetto. Ho sempre creduto che la fantasia dei livornesi non abbia limiti, queste frasi ne sono la prova e sono certo che le iperboli di alcune considerazioni non le potete ascoltare in nessun altro luogo della Terra».

Cartella e scuola

Un signore teme una possibile scolarizzazione degli animali e quindi, denunciando la presenza di questi nella scuola del nipote, paventa che “tra po’ino ni daranno al cartella e il quaderno a quadretti” se il Comune non interverrà celermente. Sempre in tema scolastico un altro utente assicura che nel vicino asilo ci siano topi “che ballano il can can con il vestitino” come nella migliore tradizione della Disney. Analogamente al caso della cartella del caso su citato un cittadino di Shangai, che lamentava da tempo la presenza dei ratti in alcune automobili abbandonate, assicura come gli animali “abbiano ormai preso anche la patente” vista la permanenza nel motore. Poi magari non manca chi si fa eccessivamente suggestionare: “A Villa Maria ho incontrato un topo con gli occhi rossi che mi fissava…” e chi loda la capacità muride di stare allineati per non creare ingombri al traffico “pareva andassero in fila alla Dico a fare la spesa”. Sicuramente avrà esagerato la signora della Leccia parlando di un “topodromo” nel cortile di casa mentre un altro utente, visto il ritardo dei disinfestatori, assicura di aver provato pure ad allontanare i tarponi “con la foto della socera ma senza successo”. I livornesi, si sa sono, tolleranti e le cose, quando possibile, cercano di risolverle con il dialogo quindi niente mezzi radicale ma “quando ni venite a dì d’andà via? ’’tipo sfratto. Poi a un pignolissimo impiegato che al quesito “Ufficio topi? ” risponde imbarazzato “Veramente sarebbe l’ufficio igiene ambientale” il cittadino replicherà infastidito da tanta pignoleria “O un è lo stesso? ” .

L’arca di Noè

Quasi un’Arca di Noè la casa di un signore di Montenero che, in fasce orarie quasi concordate, assicura di vedersi passare davanti “prima i topi, poi qualche serpente e poi, al calasole, i cinghiali”.Ma non solo di topi e di animali sono costretti ad occuparsi i centralinisti dell’ufficio ambiente. E a volte le telefonate si fanno hot: «Vorrei il numero telefonico dell’Arrapat», (intendendo ovviamente l’agenzia ambientale Arpat ndr) così come si scomodi la Nasa (volendo intendere ovviamente l’Asa) per un banale problema idrico. Una signora preoccupata dell’aria che respira teme poi che il “vegetale terrestre” possa nuocere ai polmoni. Il finale è dedicato al sindaco Luca Salvetti. Per par condicio pubblichiamo due chicche, una contro il primo cittadino, una a favore.”Io l’aspetto sempre dar giorno che l’hanno eletto per levà’r sudicio dalla strada...Ber mi Badaloni (telefonata in fascia di presumibile quarta età ndr) ” . La seconda: «Vorrei sapè come si fa a votà per Luca…».Signore ma le elezioni ci sono tra due anni…”.”Vabbè ma così mi anticipavo”.Vincitore assoluto nella hit parade però il signore che lamenta i rumori di un tipo che sente la musica ad alto volume. Per chiosare: «E poi... sentisse che canzoni».l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web