Gioco
Piazza Cavallotti deserta. «Ma il Barroccino resiste»
I titolari del locale: «Sarebbe bella una zona più viva». Eppure tra fondi sfitti, saracinesche abbassate e locali adibiti a magazzino la sera la zona è sempre più vuota
LIVORNO. Tra fondi sfitti, saracinesche abbassate e locali adibiti a magazzino la sera piazza Cavallotti, come raccontato dal Tirreno, è sempre più vuota. «Ma noi ci siamo. Noi siamo la resistenza di piazza Cavallotti e ci piacerebbe davvero vedere una piazza più viva».
Lo dice Andrea Turinelli, titolare del Barroccino, che quando cala il sole è praticamente l’unico locale rimasto aperto in piazza. «Da quando è chiusa la Barrocciaia, che vivacizzava la zona, la situazione è peggiorata – dice –. Non si può dire che piazza Cavallotti sia abbandonata a se stessa, ma se ci fossero più attività aperte sarebbe più bella».
L’intenzione di acquisire la Barrocciaia c’è sempre, «ma c’è un iter burocratico da seguire» e, nel frattempo, c’è la volontà «di tornare a organizzare eventi, come musica dal vivo e concertini, nel rispetto di tutti e senza creare disturbo». Perché, dice Turinelli, «noi ci siamo. Continuiamo a fare il nostro lavoro con più volontà di prima. Tante persone ci dicono di essere contente di vedere la nostra saracinesca alzata e le nostre luci».
Perché, comunque, quel bar è un presidio in una piazza ormai vuota. È l’accoglienza di Elisa Simonelli, compagna di Turinelli, che ascolta i clienti da dietro il bancone col sorriso sulle labbra. Il Barroccino, insomma, c’è e vuole continuare a esserci, con sempre maggiore energia. «Noi andiamo avanti – conclude il titolare del locale –. Lo facciamo con grande convinzione. Siamo la resistenza e teniamo duro».
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