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A Livorno migliaia di bimbi a letto con l’influenza: «Febbre alta anche per una settimana»
Il pediatra Biasci: «Niente antibiotici, non forzate il rientro per evitare complicanze broncopolmonari»
LIVORNO. Con tre settimane di anticipo rispetto agli anni passati l’influenza in città (e nel resto della Toscana) sta toccando numeri record. Secondo il rapporto Influnet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, con 19,51 persone ogni mille abitanti siamo la terza regione più colpita, dopo l’Abruzzo e il Piemonte. Nello specifico sono stati contagiati 76 bambini ogni mille tra gli 0 e i 4 anni e 35 tra i 5 e i 14 anni.
Paolo Biasci, pediatra livornese e presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri: siamo stati presi alla sprovvista?
«In realtà sapevamo – ed ebbi modo di dirlo al Tirreno già due mesi fa - che sarebbe stato un inverno duro con un’epidemia influenzale forte. In questo senso devo fare un ringraziamento alla Regione Toscana che ci ha fornito i vaccini in tempo utile: abbiamo potuto cominciare nei primi 15 giorni di ottobre e questo ci ha permesso di vaccinare tanti bimbi».
Fatto sta che tantissimi livornesi sono a letto, in tutte le fasce d’età…
«Soprattutto i bimbi. Le statistiche parlano chiaro: per ogni anziano che prende l’influenza ci sono 8-10 bambini malati».
I pediatri sono oberati e tanti genitori evidenziano le difficoltà anche di parlare con il proprio medico…
«I nostri telefoni sono bollenti, con continue segnalazioni di bimbi e ragazzi con febbre. I giornali si concentrano sui carichi sul pronto soccorso, ma immaginate cosa sono gli studi dei pediatri, molto di più. Siamo sotto pressione, capisco i genitori che si lamentano perché magari non riescono a prendere la linea, ma noi facciamo il possibile per rispondere a tutti, se trovano occupato è perché ci sono altri genitori che stanno parlando con noi. Tuttavia voglio tranquillizzarli: in città abbiamo diversi studi associati, che dunque sono aperti in un orario di almeno 8 ore al giorno che poi finisce quotidianamente per estendersi, più di così diventa difficile fare».
Parlava di influenza forte: che caratteristiche state registrando?
«I sintomi sono febbre alta che dura diversi giorni. Per questo ci vuole calma e tranquillità».
Quanti giorni?
«La sintomatologia si dilunga per almeno una settimana, con tosse e malessere. Ripeto, bisogna stare tranquilli, l’importante è guarire bene».
Cioè non bisogna forzare il ritorno in società?
«Sì, serve pazienza per evitare soprattutto complicanze bronco polmonare e ricadute».
Sui farmaci quali sono le indicazioni?
«Non servono antibiotici. Vanno usati solo sintomatici, in primis la Tachipirina che allevia la maggior parte dei sintomi dell’influenza, dalla febbre al malessere».
Quest’anno è particolarmente diffuso anche il virus respiratorio sinciziale…
«Già l’anno scorso abbiamo registrato tanti casi di virus respiratorio sinciziale, ma allora non era accompagnato dall’epidemia influenzale, che di fatto non c’è stata. Quest’anno invece, con l’influenza che è arrivata molto presto, stiamo affrontando entrambi i virus. Il sinciziale è particolarmente aggressivo sotto i due anni di età, ma può causare sindromi influenzali febbrili anche nei più grandi e può colpire chiunque».
Anche gli adulti?
«Può colpire anche noi adulti ma senza sintomatologia di rilievo».
Come si manifesta?
«Sotto i due anni inizia con un comune raffreddore, poi si sviluppa con difficoltà respiratoria anche importante che talvolta necessita anche di ricovero».
Tornando all’influenza crede che si sia raggiunto il picco?
«Nell’ultima settimana sembra essere stato rilevato anche da Epicentro Influnet il raggiungimento del picco e un leggero rallentamento, però una situazione così prematura a metà dicembre fa sospettare un andamento anomalo rispetto ai vent’anni precedenti».
Dunque?
«Bisogna ipotizzare che ci saranno riprese. In Australia nell’ultima estate ci sono state più fasi. Credo che adesso ci aspetti un rallentamento che aumenterà con la chiusura delle scuole e da metà gennaio tornerà a crescere».
Chi ha preso l’influenza può stare tranquillo per tutto l’inverno?
«Chi l’ha presa in genere non la riprende, ma i virus sono tanti anche nell’ambito del virus influenzale, non a caso il vaccino è tetravalente, dunque contiene 4 ceppi. Per il momento sembra che abbia avuto la prevalenza il virus A, ma il Covid ci ha insegnato bene che il comportamento dei virus si può prevedere fino a un certo punto».
La vaccinazione, ora che il virus è già molto diffuso, ha ancora senso?
«Assolutamente sì, la campagna vaccinale sta andando avanti ed è importante proteggersi perché l’inverno sarà lungo».
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