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Livorno, un centro deserto che fa paura: le attività chiuse, le risse e i progetti per rinascere

di Claudia Guarino
Livorno, un centro deserto che fa paura: le attività chiuse, le risse e i progetti per rinascere

«Violentata di notte». Viaggio in zona del mercato dopo il racconto della cinquantenne. Storico residente si sfoga: «Ormai siamo come in periferia, bisogna cambiare rotta»

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LIVORNO. Dopo una certa ora l’area del mercato si svuota. E non è solo una questione di banchi chiusi. Una delle poche lanterne ancora accesa tra piazza Cavallotti e via Buontalenti rimane quella del Barroccino. Poi, tutt’intorno, silenzio e scatoloni lasciati a terra. Il Tirreno ha fatto un giro qui, in centro, passata da non molto l’ora di cena per capire come la notte trasforma una zona che di giorno è piena di vita. È qui, lo ricordiamo, che qualche giorno fa una donna – stando al suo racconto – è stata aggredita da un giovane che «mi è saltato addosso palpeggiandomi e tentando di togliermi i pantaloni».

Ad eccezion fatta degli anfratti tra un banco chiuso e un altro, piazza Cavallotti e dintorni sarebbe anche una zona non troppo buia. Il problema è che di attività ne sono rimaste poche e la zona, pian piano, si è svuotata.

«Dal punto di vista della vivibilità urbana il centro sta diventando una periferia – dice Luca Ribechini, storico residente –. Un centro sicuro, anche la sera, è un centro frequentato. Un luogo dove sia naturale incontrarsi per tutte le componenti della cittadinanza, non soltanto giovanili e non soltanto orientate al consumo di cibi e bevande. Servono occasioni di partecipazione e di fruizione culturale diversificate, capaci di coinvolgere chi ha dimenticato il piacere di condividere, in presenza, uno spettacolo teatrale, una passeggiata con gli amici, una rassegna cinematografica, un concerto. Dobbiamo riappropriarci del nostro centro».

Ci sono residenti, insomma, che sentono la necessità di avere un centro che sia a portata di cittadino. Una questione, questa, che è anche una sorta di riscoperta culturale in grado di fare da base per una maggiore sicurezza. Perché «la repressione non è tutto». In generale, comunque, una necessità di maggiore sicurezza esiste. È stata espressa più volte sul Tirreno anche da parecchi commercianti che lavorano qui. In una zona, quella di via Buontalenti, in cui c’è stata anche una maxi rissa a colpi di machete. E in un’area, quella delle strade che si collegano con via Grande, dove spesso avvengono furti con spaccata ai danni delle attività commerciali.

Qui arriveranno anche delle telecamere, ma non prima della fine del 2023 e ad anno nuovo dovrebbe anche concretizzarsi il piano per la riqualificazione dell’area mercatale di via Buontalenti e piazza Cavallotti. A poca distanza, invece, ci sarà la sistemazione dei portici di via Grande. Nel frattempo di sera la zona di piazza Cavallotti e immediati dintorni si presenta come nelle foto qui sopra. Semi deserta, silenziosa, con la maggior parte delle saracinesche abbassate e con le luci del rimasto Barroccino a riscaldare l’atmosfera di una fredda serata di fine dicembre.

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