Gioco
Spazi espositivi, negozi, uffici. Così la stazione di Livorno cambia volto
Il progetto di Rfi: dal fabbricato viaggiatori al ferrotel, le novità
LIVORNO. La stazione ferroviaria di Livorno si rifarà interamente il trucco. La notizia è confermata, l’intervento a livello nazionale è già pubblico e nei giorni scorsi le carte sono state illustrate in Comune. Secondo il parere degli uomini di Reti Ferroviarie Italiane, si tratta anche di un progetto realizzabile già nel 2023. Si dal fabbricato viaggiatori, al Ferrotel cioè l’edificio per il pernottamento riservato ai dipendenti. E poi: i fabbricati accessori, sottopassi, scale e rampa di accesso, pensiline. La decisione, dopo aver giudicato anche questa fra quelle strutture che in Italia hanno un valore storico da preservare. Inaugurata il 3 luglio del 1910 alla presenza di Vittorio Emanuele, la nostra stazione fu costruita seguendo l’idea dell’ubicazione in un’area relativamente distante dal centro urbano, vicina alle Terme del Corallo. Quell’idea suggerita da Angiolo Badaloni, quello che le Acque della Salute aveva progettato e secondo la quale, così facendo, non si sarebbe ostacolato lo sviluppo della città e al tempo stesso chi arrivava col treno poteva raggiungere la "Montecatini a Mare" in pochi istanti.
Con il progetto di rifacimento di Piazza Dante già finanziato, un altro mattone, inaspettato, si aggiunge per immaginare una città di nuovo bella. «Nell’amministrare, si verificano situazioni da cogliere al volo - dice il sindaco - ; senza volerlo, l’idea di Ferrovie delle Stato, si inserisce alla perfezione nelle progettualità che noi abbiamo su quell’area. Dall’abbattimento del cavalcavia propedeutico alle Terme destinate a diventare gli "Uffizi Differiti", scendendo verso il nuovo ospedale e alla riqualificazione del parco Pertini. Una parte della Livorno che era stata dimenticata e che ora può trovare una nuova visione e un quadro complessivo di trasformazione di gran pregio».
L’architerttura in stile Liberty, lo stesso delle Terme del Corallo, porta ad ipotizzare, secondo il documento presentato da RTI, lo sviluppo di iniziative culturali ed artistiche ai piani alti della stazione. A terra servizi di ristorazione, abbigliamento, parafarmacia e medaitreca. Lo studio della rifunzionalizzazione, prevede di ricollocare gli uffici ferroviari all’interno del Ferrotel, per liberare gli spazi al primo piano con accesso alle terrazze disponibili all’inserimento di attività culturali. Questo investimento, la cui entità ancora non si conosce, ma che è presumibile pensare sia molto importante, scaturisce dal Piano Commerciale Straordinario di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) pubblicato in agosto e coordinato con il PNRR, che riporta la previsione di intervento su 54 immobili, tra stazioni e hub.
E si tratta di un piano di riqualificazione delle stazioni che prevede misure infrastrutturali e gestionali che mirano alla loro piena integrazione architettonica, paesaggistica e tecnologica nel contesto urbano e sociale di riferimento». L’obiettivo è quello di migliorare gli aspetti fondamentali legati al mondo delle stazioni, come la sicurezza reale e percepita, la walkability delle aree limitrofe e la sostenibilità ambientale. Una visione moderna, insomma. Favorire l’incremento dell’utenza su ferrovia, prevedere aree e servizi per l’inclusione sociale e, allo stesso tempo, fornire benefici ambientali grazie all’efficientamento idrico ed energetico degli edifici, utilizzando materiali innovativi e sostenibili dove possibile.
Le stazioni sono ripensate in questo periodo come parte integrante della nostra vita quotidiana, poli vitali della smart city, capaci di adattarsi alle diverse esigenze. Nuove situazioni urbane che abbandonano il modello "Busisness as Usual" e adottano strategie "Nature-Based Solutions".Guardando la brochure che RTI ha portato in Comune per illustrare cosa si voglia fare e come intervenire, ecco il punto 1 indicato come il fabbricato viaggiatori. Che vede la riconfigurazione e il restyling degli spazi pubblici per i viaggiatori e delle aree commerciali. Grossa attenzione portata al restauro delle facciate e alla revisione del tetto, senza trascurare interventi per migliorare la resistenza ai sismi.Inoltre, revisione degli impianti, l’illuminazione e segnaletica ed arredi. Stessa attenzione e stessa tipologia di intervento avranno i servizi igienici (punto 2), e il fabbricato della Polizia Ferroviaria.
Riqualificazione delle aree commerciali,oltre che al resto per il punto 4, il Ferrotel, concludendo con il punto 5 che interessa il restauro delle pensiline in ghisa, l’innalzamento a 55 centimetri di altezza delle banchine e il rifacimento delle pavimentazioni. Adeguamento dei percorsi tatili per i non vedenti, della segnalazione fissa e vaiabile e sostituzione di tutti gli arredi come le poltroncine. Anche qui, nuova illuminazione e il restiling dele canne dei sottopassi. Sia quello vecchio, che quello nuovo, inaugurato nel 2001 che sbocca al parcheggio di Via Masi. Dichiarato ad uso promiscuo, cioè per utenti di stazione e cittadinanza.
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