Sicurezza
Buttati via o dimenticati. Ecco i custodi dei libri "randagi"
Maurizio Beltramme e Stefania Bigazzi hanno adottato i volumi
Livorno I contenuti dei libri mostrano sempre qualcosa di interessante.
E se la frase vi sembra scontata sappiate che in questo caso non facciamo riferimento alla saggistica o alla narrativa di qualche best seller: parliamo di ciò che materialmente viene ritrovato all’interno dei “libri randagi” ovvero delle pubblicazioni che, visto che in casa occupano scaffali utili per altro, vengono abbandonate ( un po' come la ruota dei conventi del tempo che fu per i pargoli indesiderati) negli appositi armadietti che i volontari della Sezione Soci della Coop hanno alla bisogna predisposto nei centri del Levante e nella cooperativa della Rosa.
Genitori adottivi dei libri randagi Maurizio Beltramme, dirigente della sezione soci, ex dipendente della stessa Unicoop Tirreno, conosciuto per il suo passato impegno nel sindacato Filt-Cgil e Stefania Bigazzi medico con la passione degli approfondimenti culturali.
«Ci occupiamo di libri...e del loro contenuto che a volte ci regala sorprese».
Solo poche settimane fa su questo giornale la riconsegna di una delega per un congresso del Psi, trovata dentro un tomo di un’enciclopedia, a un vecchio militante cui il “cartoncino “ era intestato. Ma prima di analizzare i “contenuti” alcune utili informazioni per chi volesse “abbandonare” qualche libro e per chi invece volesse “adottarlo”.Nelle due sedi di La Rosa e Levante, davanti alla barriera delle casse, sono installati gli scaffali sia per la consegna sia per il ritiro. Non sono accettate enciclopedie alfabetiche, testi scolastici e riviste. Beltramme e Bigazzi appongono sui libri che trovano un’etichetta e un timbro “Io sono un libro randagio”.
C’è chi i libri poi li riporta e chi no.
«Ma va bene così – dicono i due custodi della letteratura randagia -l’importante è che la cultura circoli. Chi acquisisce conoscenza acquisisce libertà».
Il pezzo forte della collezione è un Vangelo di San Paolo. Non tanto per la pubblicazione, relativamente recente, ma perché all’interno vi è il timbro di papa Karol Wojtyla con tanto di firma autografa e dedica “Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” citazione tratta dal vangelo di Giovanni.
Un altro timbro fa capire come l’evento nel quale fu donato ad un anonimo livornese il libro sia stata la quindicesima giornata mondiale della gioventù svoltasi a Roma il 20 agosto del 2000.
Poi un testo di Arthur Schopenauer datato 1908, “Il Milione” di Marco Polo in lingua francese e un libro di poesie di Neri Tanfucio (pseudonimo di Renato Fucini) con firma autografa sotto un’ ammonizione a non comprare copie dello stesso libro senza la firma stessa.
Quindi un testo di inglese per le scuole superiori del 1945 a cura di tale Silvio Policardi scritto tutto rigorosamente in corsivo.
Vogliamo parlare delle dediche?
Chissà cosa avrà voluto intendere tale Fabrizio con la dedica a Marina scrivendole con prosa furbetta “Con affettuosa amicizia e il ricordo di una persona aperta e capace di stupire”.i saranno rivisti ? Sarà nato qualcosa ? Per la cronaca il libro in questione era “Con le tue mani” di Tosco Nonini. E chissà se Paola Fedi sarà cresciuta “in saggezza e in bontà davanti a Dio e agli uomini” come le augurano Giovanni e Maria Novara da Salsomaggiore regalandole “La storia di Gesù”.
Poi i ritrovamenti materiali.
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