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Passeggeri minacciano il capotreno: «Ti ribecco e ti ammazzo di botte»

di Stefano Taglione
Passeggeri minacciano il capotreno: «Ti ribecco e ti ammazzo di botte»

Livorno: aggrediti anche gli agenti della polizia ferroviaria intervenuti per proteggere il dipendente. Tre persone a processo

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LIVORNO. Uno dei passeggeri, un padre di famiglia che all’epoca dei fatti aveva 34 anni, avrebbe insultato e minacciato il capotreno davanti ai figli piccoli. Con frasi irripetibili: «Pezzo di m**da, hai chiamato la polizia, te la faccio pagare». E poi: «Tanto figlio di pu**ana ti ribecco a Firenze e ti ammazzo di botte», spintonando anche gli agenti della polizia ferroviaria che, saliti a Livorno dopo che il dipendente li aveva chiamati da Vada, hanno cercato di placare l’ira di una famiglia fiorentina che proprio non ne voleva sapere di fermare le intemperanze a bordo di un regionale diretto a Santa Maria Novella, venendo anche spintonati.

Tre persone sono a processo per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Si chiamano Michele Batistoni, il trentasettenne che avrebbe minacciato e offeso il capotreno, e Patrizia e Angela Maria Tomberli. I fatti, secondo l’accusa, sarebbero accaduti nella serata del 4 luglio del 2019. Il gruppo di familiari – cinque adulti e due bambini – avrebbero iniziato a creare confusione sul treno da Vada (dove erano saliti), prendendo a pugni gli schienali dei sedili. Un crescendo di tensione che ha preoccupato non poco gli altri viaggiatori, che si sono subito rivolti al capotreno. Al suo arrivo i bambini stavano piangendo e i parenti gli avrebbero risposto che i loro erano problemi familiari e che non dovevano interessarlo. Per questo il dipendente di Trenitalia, impossibilitato a fare altrimenti, ha chiamato la polfer diretta dal sostituto commissario Fabrizio Maestrini, facendola intervenire alla stazione di Livorno centrale: «Il nostro intervento – ha ricostruito nell’aula del tribunale, davanti al giudice Andrea Guarini, un assistente coordinatore chiamato come testimone – ha creato fastidio perché queste persone erano senza biglietto e una di loro ha inveito contro il capotreno dicendogli: «Pezzo di m**da, hai chiamato la polizia, te la faccio pagare” e “Brutto pezzo di me**a è colpa tua se dobbiamo scendere. Figlio di pu**ana, str**zo”. Abbiamo cercato di riportare la calma, invitandoli a scendere dal convoglio». Gli agenti, salendo a bordo, hanno anche evitato al dipendente di Trenitalia possibili conseguenze fisiche.


 

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