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Banksy, “L’amore è nell’aria”: effetto giovani nella Venezia
Livorno: l’artista “invisibile” parla con 40 opere in esposizione in città, l’apertura il 17 dicembre
LIVORNO. «La sede espositiva e gli organizzatori desiderano chiarire che l’artista conosciuto come Banksy non è coinvolto in questa mostra e non ha fornito alcun avallo o supporto, né opere d’arte per questa esposizione. Le opere d’arte e gli oggetti presentati in mostra provengono esclusivamente da collezionisti privati».
Ecco l’avviso che si trova immediatamente dopo aver aperto il brillante catalogo (Sagep) di “Banksy Realismo Capitalista - an unauthorized - exhibition”, e questo, come se non bastasse il resto, rende l’evento in programma al Museo della città (promossa dal Comune di Livorno) ancora più affascinante e intrigante. Evento che avrà un vernissage alle 17.30, mentre domani sarà davvero la prima volta che le persone potranno vedere l’allestimento finale, dato che, nell’anteprima riservata alla stampa, i lavori erano ancora in corso.
«Un momento di grande valore dal punto di vista culturale e artistico per la nostra città - spiega il sindaco Luca Salvetti -. Il cammino che abbiamo iniziato con la mostra di Modigliani continua. Dopo ben 19 rassegne. possiamo dedicarci ad un artista che piace ai giovani. L’ho notato col diretto interesse dei mie figli, che non lo mostrarono così forte per Modigliani. Banksy ha una capacità d’impatto, di coinvolgimento unica, e ci fa particolarmente felici presentare un avvenimento che richiamerà l’attenzione di tantissime persone Ringraziamo MetaMorfosi per la possibilità ci ha dato: in un momento di trasformazione e vivacità, dà un contributo concreto alla città».
Col sindaco in sede di “lancio” ci sono anche l’assessore alla cultura Simone Lenzi, il curatore e presidente di MetaMorfosi Pietro Folena, e i dirigenti comunali del settore cultura Giovanni Cerini e Cristina Luschi. «Finalmente ci siamo - dice Lenzi - , è stata un’organizzazione parecchio complessa. Il compositore newyorkese Mortdon Feldman, quando gli fu chiesto il suo pensiero su Andy Warloh disse: Andy Wharlol è realismo socialista per ricchi. E credo che questa citazione geniale possa relazionarsi bene al titolo della nostra mostra. Nel catalogo non c’è la mia classica introduzione, un po’ perché il saggio di Folena è più che esaustivo, un po’ perché credo che l’arte di Banksy sia molto eloquente da sola».
La mostra andrà avanti fino al 19 marzo 2023, e in oltre 40 serigrafie abbraccia le grandi tematiche dell’artista. E propone i capolavori “Girl with Balloon”, "Love is in the air", "Bomb Hugger" e "Toxic Mary". Pezzi originali, autenticati, che mostrano la capacità di Banksy di stare in mezzo al presente.
«Una caratteristica di questo museo - prosegue l’assessore - è quella di cambiare completamente veste per ogni mostra. In pratica ogni volta è come si visitasse un museo nuovo. Stavolta vedremo un museo in bianco e nero fondamentalmente, molto bello». In effetti ad una prima occhiata le opere colpiscono, un po’ per come sono sistemate, un po’ per un percorso che si muove attraverso i classici fino ad arrivare alle cose più recenti, come le sette opere realizzate in Ucraina, nella regione di Kiev, pubblicate sul profilo instagram ufficiale neanche un mese fa. Ci saranno nel periodo anche momenti di approfondimento.
«Partiranno del 7 gennaio - dice Luschi -: alcune cose si ripeteranno ciclicamente, e ci sono nomi importanti di livello nazionale che stiamo contattando proprio in questi giorni. Banksy è un personaggio che, al di là del fatto grafico distintivo, e l’aurea di fascinazione che piace a tutti, tocca le coscienze con le sue tematiche.
Una programmazione per chi ama l’arte, per i giovani e anche per scuole». Il biglietto d’ingresso è fissato sui 12 euro, 8 il ridotto, 2 il ridotto per le scuole. Sono previste anche visite guidate. «Ci auguriamo che mostra abbia il successo che merita - chiosa Cerini - . Deve essere un momento di festa e a noi ci piace interpretare la cultura in questo modo. Per questo sarà sempre aperta, anche 25, 1 e 6 gennaio».
Tutte info su www.museodellacittalivorno.it
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