Gioco
I piedi dell’ex bomber Protti si fanno calendario: già in vendita, i proventi all’Unicef
Livorno, edito da Sillabe con foto di Laura Lezza. Oggi, giovedì 15, presentazione allo store
LIVORNO. “2023: I piedi di Protti”. Lo store del Livorno si trasforma in un museo, anzi, nella capitale d’arte contemporanea applicata al football. Si tratta del calendario che sarà presentato oggi al negozio ufficiale della società amaranto in Via Cogorano, in vendita 5 euro e il cui ricavato andrà interamente all’Unicef di cui Igor è da anni ambasciatore. Realizzato da Sillabe, abituata a cataloghi dedicati a mostre d’eccellenza e che per questa edizione ha applicato i medesimi criteri delle pubblicazioni importanti. Un prodotto di lusso, a prezzo popolare. Che potrà anche essere autografato dal protagonista, ospite del punto vendita dalle 16 alle 18. Autrice dello scatto da cui tutto nasce, Laura Lezza, fotografa dell'agenzia Getty Images e collaboratrice di molte riviste e quotidiani internazionali.
Il giorno della foto
Era il 28 maggio dello scorso anno, si giocava ai Bagni Fiume una gabbionata nel ricordo del 50esimo anniversario della scomparsa di Armandino Picchi. Finisce la partita con Igor, seguito da tanti fan intervenuti, che sta per entrare in una cabina per cambiarsi.
Lezza, chiede il permesso di fare uno scatto al quale lui, non è abituato. Niente remake di scene di esultanza. Solo i piedi. Rigati dai calzettoni, con i segni di un’ora di gioco, ma, soprattutto, con le tracce di una vita di calci ad un pallone. Come fossero palmi di un manovale che a forza di ripetere i soliti gesti per tanti anni, raccontano certi sforzi senza lesinare cicatrici e deformazioni. Piedi che hanno lavorato, si direbbe, insomma.
Perché quello scatto
Lezza racconta che questo personaggio e questa foto, rappresentano un’idea di calcio che ama ed un omaggio a tutti i calciatori. Anche i meno famosi. «Avrei potuto fare una cosa simile comunque, per lui o per Maradona. Nessun altro». Un’azione che parte dalla foto famosa in bianco e nero del 2008 di Efrem Raimondi fatta ai piedi di Zlatan Ibrahimovic per il suo libro autobiografico. Poi da lui appesa come un quadro a una parete di casa. «C’è esposta solo una foto mia: quella dei miei piedi. Per ricordare dove siamo e cosa abbiamo: è per la famiglia, non per me. Sono i piedi ad aver fatto tutto. Mi è sembrato fantastico avere quella immagine alla parete, anche se le dita sono bruttissime. Ma chi se ne frega, servono per ricordarci che è grazie a loro che mangiamo». Ma se per Ibra fu una foto studiata, questa del calendario, no. Da lì, si è partiti per riempire i 12 mesi dell’anno. Ed ecco che un giorno, al campo del Magnozzi durante gli allenamenti degli amaranto, Lezza porta le foto per farsi raccontare dal numero 10 i punti esatti del suo interno o esterno destro, oppure del sinistro, il tacco o le caviglie. Parti anatomiche scientificamente divise dai grafici della casa editrice Sillabe, come fossero un’opera d’arte. Parti con le quali esercitare i fondamentali e fare pure gol. Attrezzi del mestiere. «Alla fine, tutto gira intorno ai piedi», disse. Sono loro infatti che in parte decidono poi la carriere di un calciatore permettendo magari anche una vita migliore. Nel caso di Protti, quei piedi hanno contribuito a camminare sulle acque paludose delle quali eravamo ostaggi, per tornare dopo 55 anni in serie A. Oggetto contemporaneo, quasi espressione d’arte concettuale, si presta, a fine 2023, di restare appeso. Per non toglierlo mai. Compratelo. Fa bene anche al cuore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
