Gioco
Emergenza freddo Corsa ai ripari. Così aumenteranno i posti letto
Il dormitorio di via Terreni è pieno e a breve saranno attivate le stanze d’albergo. L’assessore Raspanti: «Presto nascerà un punto d’aiuto alla stazione ferroviaria»
LIVORNO. Mario, nome di fantasia, non ha mai voluto accettare un posto nel dormitorio comunale. Né è mai volto andare in albergo. Sapeva che si trattava di una situazione transitoria. «Mi sono abituato a stare per strada. E per farlo mi è servito tanto tempo. Se torno indietro, poi dovrò ricominciare da capo». E Mario non è il solo che a Livorno ha scelto di vivere dove capita. Ma c’è anche chi, invece, di un letto ha davvero bisogno. Specie ora che il freddo è talmente intenso da entrare nelle ossa. I 23 posti nel dormitorio comunale di via Terreni sono tutti pieni e nei prossimi giorni ne saranno attivati ulteriori 14 negli alberghi convenzionati e, se servirà, ce ne saranno altri 9 in moduli esterni riscaldati da allestire nel cortile del Sefa, servizio di pronta e temporanea accoglienza. Ma in prospettiva questi spazi aumenteranno. «Abbiamo stipulato il contratto con Ferrovie per attivare, nel corso del prossimo anno, l’help center alla stazione – dice l’assessore al Sociale Andrea Raspanti – e, sempre nel 2023, partiranno i lavori nella palazzina di via degli Asili». Ma si parte sempre da un punto. Dalla strada.
Aiuto su strada
Perché è qui che crea il suo giaciglio chi un vero tetto non lo ha. Rachele, per esempio, abita in un camper parcheggiato in via Masi. Mentre Karim dorme dove trova posto gravitando principalmente nella zona della stazione. Per Rachele, Karim, Mario e per gli altri ci sono le unità di strada: angeli con la casacca del Comune o con i colori delle associazioni cittadine che aiutano chi ha bisogno proprio lì, in strada. «Noi usciamo ogni venerdì – dice Fabio Cecconi, direttore della Misericordia di Antignano –, ma ultimamente si incontrano meno persone per strada rispetto a una volta. E diciamo sempre di sentire il Comune per il dormitorio di via Terreni. Perché lì ci sono posti letto per chi ha bisogno».
Il dormitorio
In realtà in questo momento la struttura («che non è solo un dormitorio», precisa Raspanti) è piena. «È un luogo che ha un’identità più ampia e che funziona anche da centro diurno – spiega l’assessore –. Lì ci sono 23 posti letto e tra lunedì e venerdì prossimi attiveremo anche 14 ulteriori posti negli alberghi». Si tratta di hotel convenzionati col Comune che mettono a disposizione stanze o piccoli appartamenti da destinare a chi ha bisogno nell’immediato perché non ha un posto in cui stare. Rimarranno attivi sino al 28 febbraio, come di consueto e in questo modo sarà possibile liberare in parte il dormitorio». Poi, eventualmente e in caso di necessità, «saranno attivati nove moduli riscaldati nel cortile del Sefa che accoglieranno anche persone che hanno al seguito i propri animali. Se poi dovessimo registrare ulteriori necessità appronteremo un rifugio negli spazi comunali ex Informagiovani di via Terreni». Dormitori e alberghi: questo dunque il piano del Comune per aiutare chi si trova ad affrontare l’emergenza freddo senza una casa. Come del resto accade ogni inverno. Ma per il prossimo anno ci sono delle novità in vista. Tutti progetti già annunciati che dovrebbero, finalmente, vedere la luce nel corso del 2023.
Via degli Asili
Al civico 54 di via degli Asili, per esempio, c’è un edificio di proprietà comunale che è da ristrutturare e che per molto tempo è stato occupato abusivamente. Qualche mese fa, peraltro, lì dentro divampò un incendio. «L’anno prossimo partiranno i lavori – dice Raspanti – grazie ai fondi del Pnrr e a 700.000 euro previsti dal Comune. Al pian terreno ci sarà un centro di aiuto alla persona con un ambulatorio di quartiere e un punto d’ascolto. Sopra, invece, nasceranno appartamenti per l’abitare transitorio che non saranno inseriti nel patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
In stazione
Sempre nel corso del prossimo anno partiranno i lavori per realizzare l’help center alla stazione. Servizio di cui si parla da tempo che ha richiesto un iter burocratico infinito. «Ora però ci siamo. Nell’ex mensa dei ferrovieri lungo i binari ci saranno tra le altre cose docce, una quindicina di posti letto, refettorio e spazi per l’accoglienza». Sarà, insomma, una succursale di via Terreni. E chiaramente la posizione non è stata scelta a caso. La stazione è la porta d’ingresso alla città. Ed è lì che molti di coloro che non hanno una casa decidono di stendere i loro sacchi a pelo. Ed ecco l’ultimo intervento previsto nel 2023, all’inizio dell’anno, per l’esattezza: una volta passato il freddo sarà allestito un ufficio dove chi non ha dimora potrà fissare il proprio domicilio. «Sarà una stazione di posta, dove le persone potranno ricevere la corrispondenza, dove potranno lasciare le proprie cose e dove potranno trovare un aiuto». È una questione pratica, certo. Ma anche d’identità. Perché così chi vorrà potrà avere un domicilio che vada oltre una panchina o un binario di rame che si perde nel buio della fredda notte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
