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Livorno, l'appello di artigiani e negozianti: «Tari troppo alta, abbassatela»

di Melania Carnevali
Livorno, l'appello di artigiani e negozianti: «Tari troppo alta, abbassatela»

Le categorie hanno partecipato alla commissione sul bilancio. Tra le richieste: più telecamere. Il sindaco: «Il Grande fratello non basta»

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Livorno La tassa sui rifiuti è troppo alta. I fondi per le imprese non sono sufficienti. E la sicurezza? Un tasto dolente. Temi portati ieri da artigiani e commercianti alla commissione bilancio e patrimonio aperta alle categorie e ai sindacati. Al centro del dibattito c’era proprio il bilancio e non sono mancate critiche bipartisan all’amministrazione comunale.

Il primo tema sollevato è stato quello della tassazione sui rifiuti. Secondo Alessandro Longobardi di Cna «è troppo alta. Non abbiamo visto ancora realizzata la nostra richiesta di intervenire su queste voce. Il fatto che tasse e tributi siano invariati non vuol dire che siano bassi. Questo non va bene». Cna ha chiesto «da tempo» di aprire un tavolo tecnico sulla Tari e ha presentato pure osservazioni ma «per il momento non è stato ancora aperto e non abbiamo avuto risposte». Non hanno avuto risposte, almeno fino a ieri, nemmeno sul tema della tariffa puntuale che partirà in quattro quartieri della città. «Abbiamo chiesto, insieme a Confcommercio e Confesercenti, di convocare un incontro – dice Longobardi -. Noi siamo interessati perché potrebbe andare a incidere positivamente sulle tasche delle nostre imprese. Ma non sappiamo se riguarda anche noi o meno». L’incontro con le imprese, è emerso ieri durante la commissione presieduta dalla consigliera 5S Stella Sorgente, si terrà il 21 dicembre. Notizia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle associazioni. Ma non del tutto. A preoccupare c’è anche il termovalizzatore. «Non sappiamo se e come andrà avanti – continua Cna -, se e come impatterà sui bilanci, anche qui abbiamo chiesto di avere dati più puntuali ma non abbiamo ricevuto risposte».

Luca Franciosi di Confcommercio sterza il dibattito su tre temi: finanziamenti alle aziende, Lem e sicurezza. Partendo dai primi, secondo il responsabile sindacale della confederazione livornese, «le imprese arrivano da due anni di pandemia. È poi arrivata una guerra che ha portato un aumento delle materie prime e dell’energia. Se non vogliamo che le nostre strade rimangano buie, che le saracinesche vengano abbassate, bisogna trovare fondi per le imprese». Sulla Fondazione Lem si dice a favore di eventi purché «abbiano una reale ricaduta sul territorio». Mentre sulla sicurezza chiede che «alcune risorse vengano destinate all’installazione di telecamere».

Il nodo Tari ha scaldato non poco il dibattito. Secondo la consigliera Costanza Vaccaro «abbiamo parlato di una pressione fiscale che è la tra le più alte d’Italia a fronte di servizi che non vengono effettuati in modo puntuale». La pentastellata Lucia Grassi prende la parole per sottolineare che «questa amministrazione ci ha abituati ad annunci, poi però rimane tutto nelle carte. Dalla sicurezza alle tariffe, le aziende devono andare avanti. Ogni azienda che chiude è una sentinella in meno sulla città». Sorgente chiarisce che il Comune ormai «può incidere pochissimo sulla Tari», dal momento che viene determinata dall’Ato e poi ratificata da Arera. Può farlo però sul regolamento e «noi come opposizioni, ma mi auguro anche la maggioranza, possiamo muoverci con emendamenti o atti di indirizzo per incitare un ragionamento». Andrea Romiti, di Fratelli d’Italia, attacca: «Qui la Tari è altissima, il servizio di raccolta differenziata, soprattutto nei negozi, non funziona. Molti commercianti ci raccontano che per ottemperare i giorni di conferimento devono tenere i rifiuti all’interno, ma così sono soggetti a sanzioni dell’Asl».

La Tari è un problema persino per le associazioni di volontariato. È intervenuta infatti durante la commissione anche Sandra Biasci, presidente comunale della Consulta delle associazioni, che ha fatto sapere che «paghiamo la Tari senza alcun tipo di agevolazione. Ci sono associazioni piccole, che però sono un punto di riferimento per le famiglie, che pagano la tassa come un’azienda».

Sul tema, il sindaco Luca Salvetti ha comunicato un investimento di 8 milioni di euro. «Nel 2020 sul 2021 – fa sapere – è diminuita in maniera sensibile a quello che era il livello individuato dalla precedente amministrazione. Quest’anno siamo riusciti a tenerla in equilibrio quando si registra una crescita nelle altre città toscane. Si è fatto tutto quello che era possibile? Sì. Ma sicuramente possiamo trovare nuovi strumenti per andare incontro alle categorie».

Sulla sicurezza si scalda soprattutto chi ha fatto della sicurezza un cavallo di battaglia. Cioè Alessandro Perini, della Lega, che ribadisce che «noi abbiamo sempre fatto battaglia per le telecamere. Le abbiamo chieste anche per l’area mercatale. L’amministrazione ha detto di sì poi non si è più saputo nulla. Però bisogna essere chiari: le telecamere non sono la medicina con cui si prevengono reati. Sono utili, sono molto importanti per risalire ai responsabili. Ma bisogna intervenire in maniera preventiva, trovare misure che dissuadano delinquenti a comportarsi in maniera illecito». Livorno, secondo il consigliere leghista, «dopo una certa ora diventa la savana, succede di tutto». La proposta del Carroccio è quella di rafforzare la presenza degli agenti in strada «togliendoli dagli uffici. Ad oggi in centro non si vedono, figuriamoci nelle zone periferiche come Quercianella. Su questi problemi l’amministrazione non ha dato risposta».

Il sindaco cerca di sfatare quelli che chiama «luoghi comuni». Primo fra tutti, dice, «Livorno che sembra Gotham City che dopo mezzanotte non si può uscire, o sporca come non è mai stata: sono luoghi comuni». Salvetti ricorda che il sistema delle telecamere attualmente ha 183 impianti che diventeranno 214 con quelli di Coteto. «C’è anche un programma per il centro città: c’è il progetto di riqualificazione del centro cittadino che verrà corredato di telecamere». Ma le telecamere non sono tutto. Secondo il sindaco «non puoi far diventare la città un Grande fratello che spii tutti quando non c’è un programma di sanzionamento. Da questo punto di vista, lo ricordo ancora una volta, Livorno ha risposto con le forze dell’ordine in modo puntuale. Non c’è episodio che non abbia trovato nell’arco di una settimana il responsabile». l


 

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