Il Tirreno

Livorno

L'iniziativa

Mille ecografie alla tiroide nelle scuole livornesi

di Franco Marianelli
Mille ecografie alla tiroide nelle scuole livornesi

Il dottor Barbaro: «L’importanza dello iodio per prevenire»

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Livorno Iodio: una parola tanto ostica alla pronuncia per quel doppio dittongo così come preziosa per la salute dell’essere umano. Ce lo ricordano gli organizzatori del progetto “Iodio e salute” presentando l’iniziativa tesa a condurre in alcune scuole elementari e medie incontri mirati alla sensibilizzazione di ragazzi e insegnanti su quanto sia importante il giusto apporto di questo importante elemento chimico.

A presentare l’iniziativa Daniele Barbaro direttore della Unità Operativa di Endocrinologia del nostro ospedale, Francesco Farneti coordinatore del progetto e direttore della omonima farmacia che fornirà supporto tecnico all’evento, Chetti Butini presidente dell’Atta (Associazione malati da patologie tiroidee), Luigina Fabiani per l’Ufficio Scolastico provinciale, Francesca Nacci dell’ufficio scuola della Diocesi e Federico Pieragnoli direttore della Confcommercio di Livorno che fornirà anch’esso prezioso materiale didattico a bambini e Insegnanti. Tutti partner del progetto.

«È importante diffondere il messaggio relativo alla prevenzione delle malattie tiroidee partendo proprio dai bambini e ragazzi delle scuole medie e superiori – dice Francesco Farneti ricordando inoltre come una legge del 2005 imponga a chi vende il sale di evidenziare sugli scaffali il “sale iodato” come riconoscimento delle proprietà salutari del prodotto».

Daniele Barbaro affronta il tema del carcinoma tiroideo, tumore generalmente meno “feroce” degli altri ma che non per questo si debba trascurare la doverosa prevenzione. «Lo screening nelle scuole che si affiancherà agli incontri didattici potrà essere utile a prevenire malattie della tiroide come i “gozzo” e i noduli».

Ma come si calcola il giusto fabbisogno per una persona? «150 microgrammi, 250 per le donne in gravidanza. Ma attenzione – aggiunge - non è che prendendone di più di quanto stabilito starai meglio, anzi correresti notevoli rischi di salute. Quindi nient scorpacciate di alghe…».

Le scuole interessate al progetto sono i circoli Micheli -Bolognesi e Bartolena a Livorno, il Carducci-Fattori a Rosignano e il Galilei a Cecina per un totale di circa mille tra bambini e ragazzi. Lo screening a seguire, per chi lo vorrà, consisterà in prelievi di sangue ed eventuali ecografie.

Convinto sostegno da parte dell’Ufficio scolastico di Livorno che con la professoressa Fabiani che ha espresso il pieno sostengo dell’autorità scolastiche ad «una iniziativa che non potrà che giovare ad una crescita in salute dei nostri studenti».

Anche a nome delle scuole cattoliche Francesca Nacci (assieme a Farneti e Fabiani coordinatrice del progetto) assicura il sostegno della diocesi alla iniziativa così come Pieragnoli garantisce che il suo sindacato di categoria non farà mancare il supporto all’iniziativa fornendo il materiale necessario. A fine presentazione Daniele Barbaro sfata pure un mito che da sempre resiste alla evidenza scientifica: «Attenzione: mettiamoci bene in testa che lo iodio si deve ingerire non respirare. Non serve a nulla andare alla Terrazza Mascagni quando soffia un bel libeccio. Lo iodio respirato sarà quasi zero. Serve mangiar pietanze che lo contengano, serve “salare” (ovviamente nella giusta misura) le pietanze con il prodotto iodato e non con quello senza».


 

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