Gioco
Sentenza Ghiaccione, lettere di sollecito già inviate: c’è chi da solo deve ridare mezzo milione
Livorno: due milioni e 318.312 euro è l'importo che le 22 famiglie devono restituire a Crédit Agricole dopo il ribaltamento della sentenza della Cassazione
LIVORNO. Due milioni e 318.312 euro, maggiorati degli interessi legali dal primo giugno del 2011 al momento della liquidazione. È il risarcimento deciso il 30 maggio del 2017 dal tribunale di Livorno nei confronti dei 22 cittadini che avevano versato gli anticipi per acquistare le case mai realizzate al Ghiaccione, nell’omonima frazione del comune di Collesalvetti. Sentenza, confermata dalla corte d’appello di Firenze, poi ribaltata dalla Cassazione lo scorso 10 giugno.
Così la Carismi, ora inglobata in Crédit Agricole, dopo aver risarcito le famiglie batte cassa, avendo delegato uno studio legale di Milano. Nella fattispecie, stando alla pronuncia di primo grado, era stato disposto il versamento di 298.600 euro a Marco Nocchi e Donatella Caroti, di 296.600 a Federico Nocchi e Lara Chelucci, di 500.000 ad Aldo Scacciati, di 40.000 a Guido Piancastelli e Veronica Senesi, di 14.000 a Bruno Senesi e Brunella Paolinetti, di 60.000 a Pietro Emilio Cavalli, di 23.500 a Cristina Berardo, di 48.000 ad Alessandro Dini, di 90.000 a Massimo Massaini e Michela Linari, di 80.000 a Franco Cappelli, di 290.000 a Roberto Consani e Vania Puntoni, di 270.000 a Denis Fazzi e Barbara Consani, di 83.812 a Giancarlo Turelli e Carla Marinari, di 120.300 a Luca Biagini e di 13.500 ad Alessandro Fantei. La condanna per truffa, prescritta in appello, aveva riguardato Attilio Petrillo, Nicola Pagliuca, Letizia Luci, Gabriele Bracci, il progettista elbano Daniele Lotti (quest’ultimo, in appello, è poi stato assolto da tutti i reati, mentre la Cassazione ha dichiarato non colpevole Bracci) e la banca Carismi, che materialmente ha già risarcito i 22 livornesi. Per quanto concerne invece l’estorsione, sempre il giudice di primo grado, aveva quantificato in 90.000 euro (30.000 ciascuno) il danno nei confronti di Donatella Caroti e Marco e Federico Nocchi, con la condanna di Petrillo e dell’allora vicedirettrice dell’agenzia Carismi 1 di Livorno, Susanna Audiberti, con il responsabile civile della Cassa di Risparmio di San Miniato: la Cassazione, tuttavia, ha assolto tutti per questo reato.
Nel momento in cui scriviamo, dopo le lettere dello studio legale incaricato dalla banca e indirizzate ai 22 livornesi, la volontà dell’istituto sarebbe quella di rientrare in possesso delle somme versate, alla luce del ribaltamento della sentenza. L’avvocato Andrea Ghezzani, che rappresenta metà delle famiglie, dà una lettura diversa della pronuncia e ha annunciato che, per il momento, nulla verrà restituito. Allo stesso tempo le parti civili hanno cercato di stabilire un contatto con la banca per trovare una soluzione transattiva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
