Il Tirreno

Livorno

Le nostre scuole fanno acqua Aule e sedi chiuse per infiltrazioni

di Claudia Guarino
Le nostre scuole fanno acqua Aule e sedi chiuse per infiltrazioni

Al Niccolini-Palli 4 locali inagibili. All’Enriques piove in 2 aule e nel laboratorio. Qualche giorno fa è successo alla succursale del Cecioni. I commenti dei presidi

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LIVORNO. Una macchia di umidità non basta per chiudere a chiave le aule. Ma quando l’acqua corre dal tetto lungo le grondaie, insinuandosi attraverso i muri di edifici spesso vecchi e già rattoppati allora sì, che è il momento di dire basta. Lì gli studenti non possono stare. Almeno fino a che la situazione non è tornata sotto controllo. È ciò che è successo in questi giorni al Niccolini-Palli, al Colombo (dove però l’acqua è arrivata dai tombini) e all’Enriques. Ed è ciò che è accaduto, una settimanetta fa, nella succursale del Cecioni in via Zola. Sei aule e un laboratorio chiusi per infiltrazioni. Più due classi al Cecioni (situazione già risolta) e l’intera sede di via San Gaetano del Colombo. In attesa dei sopralluoghi, degli interventi tampone o, semplicemente, aspettando che le aule si asciughino. Ma ecco, nel dettaglio, il quadro delle scuole superiori livornesi dopo gli ultimi giorni di pioggia battente in città.

Enriques

Partiamo con il liceo scientifico Enriques. Qui ci sono consistenti infiltrazioni d’acqua in due aule e in un laboratorio. Cosa che ha costretto il preside a trasferire temporaneamente gli studenti in altre stanze. «Oggi (ieri, ndr) è sabato (a scuola c’è meno gente, ndr) e abbiamo trasferito i ragazzi, una cinquantina, in altre aule – spiega il dirigente scolastico, il professor Ersilio Castorina –. C’è stato un sopralluogo (coi tecnici della Provincia, ndr) e ci hanno detto che non ci sono problemi strutturali, ma credo sia meglio evitare di far stare gli alunni in classi bagnate. Torneranno quando le aule saranno asciutte». E nel frattempo? «Lunedì valuteremo la situazione. Eventualmente lo spazio per far lavorare i ragazzi non manca. Eventualmente potremmo servirci di aule libere, per esempio l’aula magna. Gli alunni, insomma, a parte la scomodità di dover cambiare aula non avranno problemi». Tutto questo perché all’Enriques – come conferma il dirigente – ci sono state infiltrazioni dal tetto che hanno interessato due aule al secondo piano e un laboratorio, dove l’acqua è arrivata a gocciolare dentro le classi.

E la pioggia, in qualche caso, è arrivata anche nei corridoi, passando dalle finestre. «Probabilmente qui servirebbe del silicone – dice il preside –. Per il tetto invece abbiamo contattato una ditta affinché faccia un sopralluogo e ci indichi le possibili soluzioni». Anche se per risolvere il problema una volta per tutte probabilmente l’edificio avrebbe bisogno di un intervento più ampio di impermeabilizzazione del tetto, in modo tale da ridurre a zero le infiltrazioni d’acqua piovana.

Niccolini-Palli

Infiltrazioni che, un paio di giorni fa, hanno interessato anche il liceo Niccolini-Palli, sede di via Ernesto Rossi. Qui, come comunicato venerdì dalla Provincia, c’è stato l’allagamento della terrazza e, da lì, l’acqua è entrata in tre classi del liceo classico, tra il primo e il secondo piano, dichiarate poi temporaneamente inagibili. «Purtroppo è vero – conferma la preside, la professoressa Teresa Cini –. E oggi (ieri, ndr) se n’è aggiunta un’altra: l’ex biblioteca che ospita i ragazzi del liceo delle scienze umane». L’acqua si è accumulata sulla terrazza del terzo piano, si è infiltrata al secondo e, correndo attraverso le grondaie, anche al primo. «La priorità nell’immediato è stata quella di far defluire l’acqua – spiega la dirigente scolastica –. Poi faremo sigillare il punto da cui è entrata». Nel frattempo il centinaio di studenti che facevano lezione nelle classi adesso bagnate è stato spostato. «La maggior parte di loro è andata nei laboratori e una classe in aula magna. Le lezioni, dunque, si sono svolte regolarmente». E lunedì mattina che cosa succederà? «Faremo un sopralluogo e faremo il punto con la Provincia. Speriamo che le aule si asciughino completamente e che gli studenti possano rientrare. Vediamo come evolve la situazione. Le scuole avrebbero bisogno di una manutenzione costante, ma sappiamo che le amministrazioni non ce la fanno, quindi si creano queste situazioni. Noi proviamo ad adattarci e non ci scoraggiamo».

Cecioni

Nelle altre scuole superiori di Livorno non risulta che ci siano stati problemi di infiltrazioni. A eccezione del Cecioni. «C’è stata una situazione di questo tipo nella succursale di via Zola circa una settimana fa – spiega la preside Manuela Mariani –. Abbiamo contattato la Provincia che ha inviato i tecnici». Due aule sono state temporaneamente chiuse. «Poi c’è stato un intervento e gli spazi sono stati ripristinati». Insomma, un temporale riesce a mettere in seria difficoltà molti dei nostri edifici scolastici.
 

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