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Palpeggia una donna fuori dal supermercato: condannato a due anni
Livorno: l'episodio è avvenuto fuori dalla Pam di piazza Grande. Violenza sessuale il reato contestato al quarantenne
LIVORNO. Le avrebbe palpeggiato il fondo schiena fuori dalla Pam Local di piazza Grande, in pieno centro. È per questo che un quarantenne rumeno che abita a Pisa, Mihai Alin Ene il suo nome, è stato condannato a due anni di reclusione per il reato di violenza sessuale. L’uomo – secondo la ricostruzione della procura – avrebbe agito mentre la vittima, una livornese di 47 anni che Il Tirreno non rende identificabile in quanto vittima di violenza, era girata di spalle. L’episodio, avvenuto il 22 aprile del 2020 e quindi in piena quarantena da coronavirus quando andare a fare la spesa era fra i pochi motivi per uscire di casa, è stato ripreso nitidamente da una delle telecamere del supermercato della grande distribuzione organizzata, motivo per il quale dopo la querela della donna, che ha prontamente chiamato il 112, l’uomo è stato identificato e denunciato.
Il processo
Il quarantenne, all’epoca dei fatti senza fissa dimora e difeso dall’avvocata Roberta Messina, secondo il racconto della vittima davanti al collegio del tribunale – presieduto dal giudice Gianmarco Marinai, a latere Rosa Raffaelli e Roberto Vicari – l’avrebbe molestata e tormentata per due anni, ma lei fino a quel momento non avrebbe mai avuto il coraggio di denunciarlo. Solo in quell’occasione, preoccupata per la sua incolumità fisica, si è decisa a chiamare il numero di emergenza, con l’immediato intervento di un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, allora diretta dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, che grazie alle immagini registrate nell’hard disk del punto vendita (poi scaricate dagli investigatori e messe a disposizione della pubblico ministero Antonella Tenerani) ha identificato il quarantenne. Entrambi, durante il periodo più duro della quarantena anti-Covid – secondo la ricostruzione della vittima a palazzo di giustizia, chiamata in qualità di testimoni per raccontare cosa era accaduto – dormivano all’interno della stazione ferroviaria di Livorno centrale.
La sentenza
La donna ha deciso di costituirsi parte civile assistita dall’avvocata livornese Alessandra Natale. Martedì scorso, nell’aula B del tribunale penale di via Falcone e Borsellino, si è svolta l’ultima udienza del processo in cui ha testimoniato, accompagnata dalle forze dell’ordine dal momento che alle udienze precedenti non era stata rintracciata e, quindi, non aveva avuto la possibilità di raccontare ai giudici quanto sarebbe accaduto poco più di due anni fa in piazza Grande. Un racconto denso di sofferenze, il suo, in cui ha precisato di conoscere Mihai Alin Ene , ma di non aver avuto con lui alcuna relazione sentimentale e soprattutto di non essere stata minimamente consenziente al palpeggiamento. Dalle immagini delle telecamere, infatti, si vede la donna che dopo aver subito la violenza allontana il quarantenne. Motivo per il quale il tribunale ha considerato il reato violenza sessuale. l
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