Toscana
Coach De Raffaelle: «Ho avuto i brividi, meritiamo la serie A»
L’allenatore della Reyer ha visto il match in tv
LIVORNO. Ormai è quasi veneziano d’adozione. Per meriti sportivi (due scudetti, una Coppa Italia, una Fiba Europe Cup) e per militanza al timone della gloriosa Reyer, Walter De Raffaele è un lagunare acquisito. Eppure ha ancora l’accento livornese di quando nel 1989 era il vice-Fantozzi nella Enichem del quasi scudetto. Non c’è contaminazione. Parla in modo fluente e pacato come quando dispensava fosforo sui parquet di mezza Italia. Anche lui ha contribuito a scrivere la storia della pallacanestro di casa nostra. Il giorno della finale – alle otto di sera con il sole primaverile ancora alto – inforcò un paio di Ray-Ban scuri soprattutto per nascondere le lacrime per il tricolore rubato. Quel 27 maggio lui aveva 20 anni e mezzo e da quel giorno la pallacanestro di casa nostra ha viaggiato in modo uniformemente accelerato verso le minors. E ora che sta rialzando la testa anche un allenatore vincente e pragmatico con WDR può sciogliersi davanti alla smart tv che irradia le immagini dei 7833 presenti nel derby dell’Immacolata.
Walter, ci racconta il suo 8 dicembre?
«Signori, mi sono venuti i brividi nel rivedere Livorno così innamorata del basket. E da brividi era il palcoscenico. Il Modigliani Forum gremito per la stracittadina resterà nella storia dello sport livornese».
La’sua’Libertas si è buttata via nel finale…
«Purtroppo, non ho avuto la possibilità di vedere tutta la partita in modo continuativo. Per questo motivo non posso esprimere – e mai mi permetterei di farlo – un giudizio tecnico vivendo da fuori e da lontano il derby».
Però un’idea se l’è fatta…
«Faccio i complimenti alla Pielle che ha vinto con merito la partita. È stato un derby molto equilibrato: nei finali in volata può accadere qualsiasi cosa per cui basta un minimo dettaglio per indirizzare il successo verso l’una o l’altra parte. E poi non dimentichiamoci che le sfide stracittadine hanno una storia a sé».
A vincere, però, è stata senza dubbio la città. Lei si è emozionato, ma dopo le emozioni c’è la razionalità. A freddo che cosa pensa di questa incredibile dimostrazione di passione nei confronti della pallacanestro?
«Intanto che i complimenti per chi ha vinto sul campo sono da estendere anche alla Libertas e non solo. Sono state eccezionali anche le tifoserie. Ovviamente una giornata così non sarebbe stata possibile senza la presenza di due società solide e ambiziose».
Dopo di che?
«Dopo di che adesso viene il bello».
In che senso?
«La città di Livorno ha dimostrato di meritare la serie A, ma per arrivarci c’è un percorso da coprire. È stato già fatto in passato e vanno ricalcate quelle orme».
In sostanza il ferro va battuto quando è caldo?
«Esatto. C’è da spingere il movimento. In questa fase così cruciale c’è bisogno dell’aiuto di tutti: stampa, tifosi, club. Nessuno escluso. Non solo Livorno ha dimostrato di meritare la serie A, ma non può starne senza».
Lei che è al centro della pallacanestro nazionale può dirci che eco ha avuto questo derby?
«Un’eco vastissima. Lo spettacolo che ha dato Livorno è stato clamoroso e – ne avrete di certo contezza anche voi in città – la stampa nazionale ha dato ampio risalto a ciò che si è verificato al Modigliani giovedì sera: quasi ottomila tifosi per un derby di serie B. Sono numeri che neanche in serie A sono usuali. Immaginiamoci che valore possono avere in B che – vale la pena ricordarlo – è il terzo campionato nazionale. Per questo mi sento di rinnovare i complimenti a quanti hanno reso possibile questa eccezionale partecipazione che deve proseguire anche in futuro». Conoscendo coach De Raffaele appena gli impegni con la Reyer glielo consentiranno scenderà a Livorno i complimenti a vecchi amici e rivali sul campo glieli farà di persona. Nel frattempo starà collegato per seguire anche a pezzi e bocconi le partite della Libertas.
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