Gioco
Divisi ma uniti, in seimila al derby Pielle-Libertas per il canestro più bello della città
Livorno, la partita che vale il primato è una rivincita con il passato. Attraverso la rivalità è tornato l’entusiasmo: una spinta che porta entrambi a conquistare la Luna prima dei rivali
LIVORNO. Il primo canestro del derby, per ora il più bello e importante, lo hanno realizzato i tifosi. Oltre cinquemila i biglietti già venduti per assistere alla sfida di oggi alle 18 tra PL e Libertas. Che potrebbero raggiungere addirittura quota seimila. Per una partita che vale il primato nel campionato di serie B. Ma non solo.
Perché quella di questo pomeriggio sotto il nostro cupolone del PalaModì è per rilevanza sportiva, aspettative, partecipazione ed entusiasmo, qualcosa di unico. Basta stare al bar dieci minuti o aprire i social per rendersi conto di quanto l’attesa abbia abbattuto il recinto del mondo del basket, per diventare popolare. E incunearsi nei pensieri anche di chi non mangia pane e terzo tempo.
Ma il derby è anche la rivincita di una città che dal (quasi) scudetto del 1989 ha smesso di palleggiare a grandi livelli. E di sognare guardando in alto, sopra al ferro. Che si è unita pensando così di andare avanti, senza capire che solo divisa in due può essere grande. Un paradosso economico, direbbe chi ha numeri e non ha cuore. È vero. Ma non sempre la logica costruisce i sogni. E allora al diavolo la calcolatrice e spazio a fantasia e appartenenza. Ben vengano insomma le famiglie che oggi arriveranno in macchina insieme al PalaModì per separarsi all’ingresso. Perché è dalla consapevolezza della divisione che è cominciata la risalita. Si era già visto sei anni fa, playoff di serie C Gold tra la stessa PL e l’altra Libertas: tre partite da tutto esaurito al PalaMacchia. Un fuoco capace di trasformarsi in brace per chi ha avuto voglia di investire e tirato fuori buone idee: ascoltando il vento della passione per il basket dove si vive di meravigliosi opposti. Di rivalità. Come una volta. Forse anche più che nel passato. Stavolta però non per guardare indietro. Per vivere di ricordi, come nelle partite amarcord: tra vecchie glorie e occhi gonfi per il tempo naufragato, perduto. Ma per andare avanti. Nel futuro. Per riportare Livorno dove merita: al centro della pallacanestro italiana.
E diciamolo con un pizzico di orgoglio e autocritica: solo in questa città, dove si vive di passioni travolgenti e istinti irrazionali, è possibile riempire (o quasi) un palazzetto che tante squadre di serie A faticherebbero a non far sembrare una cattedrale nel deserto.
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È successo per il Livorno di Spinelli, quando la pallacanestro era nella scatola dei ricordi. E accade oggi, che la situazione si è ribaltata. Eccola l’equazione del successo in questa seconda giovinezza del basket livornese, la Stele di Rosetta per tradurre questa bellissima parabola verso il canestro, dove la rivalità è la benzina che spinge dirigenze, giocatori e tifosi a conquistare la Luna prima dell’altro.
Qualcuno potrebbe dire che è banale, provinciale. Chissenefrega. Siamo così: quelli degli sfottò esagerati, dei Rebels contro gli Sbandati. Ma anche di un campionato da giocare dove entrambe le squadre hanno un obiettivo: restare nella serie B che conta. E un sogno mai detto ad alta voce, ma solo sussurrato. Si chiama serie A2. E vista la formula del campionato solo una, nel caso, potrebbe provare a farcela. È il giorno della prova generale. Dove la PL proverà a correre e la Libertas a sfruttare i suoi totem. Un vincitore c’è già: la città e la sua passione. E che nessuno adesso si azzardi a mandare alle ortiche tutto questo ben di Basket.
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