La protesta
Hackett, Tonut e Della Valle: ecco come sarebbe il derby PL-Libertas con tutti i figli d’arte
Giovedì 8 dicembre in campo ce ne saranno tre che hanno nel Dna la stracittadina: Fantoni, Forti e Graziani. In questo virtuale gioco delle discendenze familiari una citazione la merita la stirpe Dell’Agnello
LIVORNO. Il derby – si sa – è una questione di famiglia. Unita, ma anche divisa. La sera di giovedì 8 dicembre ci saranno mariti e mogli in curve opposte e chissà magari ognuno cercherà di portare dalla propria parte uno o tutti i propri figli. Sì, perché si può cambiare tutto tranne la mamma e la squadra del cuore e il basket livornese può dividere ciò che Dio ha unito in matrimonio. E a proposito di famiglie: non ci sono solo generazioni di tifosi, ma anche di giocatori. Padri che hanno gustato il sapore forte della stracittadina e figli che vivranno la stessa esperienza. È il caso di Tommaso Fantoni e Francesco Forti. Babbo Stefano (Anni’70) e babbo Andrea (nel decennio successivo, quello del periodo cestisticamente più intenso della nostra vita) conoscono bene le sensazioni dei loro figli in queste ore che precedono la grande sfida.
In casa Pielle il “figlio d’arte” che stasera debutterà nel derby è Matteo Graziani. Babbo Renato, attuale Delegato Provinciale Fip, vanta trascorsi con la maglia delle Triglie. Poi ci sono i “figli di papà” ’che nonostante una buonissima carriera non potranno emulare i padri. Il motivo? Semplice: non hanno mai giocato – e in alcuni casi non giocheranno mai – un derby e quindi – di conseguenza – non potranno tramandare ai propri eredi le emozioni che invece appresero dai racconti dei genitori. Basti pensare a Daniel Hackett, carriera scintillante resa nobile da una bella spruzzata d’azzurro: babbo Rudy nella stagione 1981/82 – la prima che vide entrambi in club in A2 – giocò due derby. Uno vinto dalla Libertas di uno in casa della PL e l’altro – speculare – vinto di uno dalla PL in casa della Libertas. Hackett junior? Grande carriera (Milano, Olympiakos, Cska Mosca, Virtus), ma senza derby un po’ insipida.
In casa biancoblù c’è un caso analogo: Carlo e Amedeo Della Valle. Il figlio (Olimpia, Gran Canaria, Buducnost, Brescia), quanto a talento è superiore al’Marchese’, ma volete mettere? Carletto era presente proprio nel 1981/82, quello del doppio derby finito in volata ai tempi di Hackett.
In questo virtuale gioco delle discendenze familiari una citazione la merita la stirpe Dell’Agnello. Tommaso fino a due anni fa è stato la bandiera della Pielle prima di lasciare la casacca biancoblù all’indomani della promozione in serie B del 2021. Ha giocato contro la Libertas Liburnia: ha vinto e ha perso. Ha gioito e pianto per lo 0-3 in finale playoff per la B nel 2017. In quella serie, guarda il caso, si trovò di fronte come amatissimo avversario il fratello Giacomo, oggi in A2 con Cividale. Babbo Sandrokan di derby ne ha giocati un paio: stagione 1983/84. In Coppa Italia, ad appena 22 anni firmò 23 punti e insieme al compianto Gondrezick (28) trascinò la PL a una vittoria memorabile (79-83).
Un virtuale quintetto Pielle dei padri/figli non sarebbe affatto male. Oltre a Della Valle e Dell’Agnello troverebbe posto Federico Laganà, che adesso gioca a Capo d’Orlando. Babbo Lucio giocò nella Garessio e vinse un derby di Coppa Italia nel 1989/90. E Stefano Simeoli, figlio di Mario, potrebbe chiudere il quintetto.
E la Libertas? Ha un asso nella manica, un giocatore che in questo derby di fantabasket potrebbe fare la differenza: Stefano Tonut. Babbo Alberto è stato campione d’Italia per 20’. Lui due anni. Insieme ad Hackett potrebbe trascinare la squadra rifinita da Mariani Jr, Andrea, classe 79, cresciuto nel Don Bosco e arrivato in A2 più di due decenni fa. Babbo Ernesto, libertassino doc, ha scritto la storia della LL nella parte iniziale e centrale degli Anni’70 ed è immortalato (insieme a Tonietti) in una storica fotografia di Paolo Bonciani. Già. Bonciani, come Marco, uomo esemplare, piellino doc.
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