Gioco
Livorno, infarto davanti alla moglie: tecnico dell’Asl muore a 60 anni
Paolo Cerrai lavorava all’ospedale. Il ricordo della famiglia
LIVORNO. Si è sentito male all’improvviso, nella sua casa. Poi è svenuto e non ha più ripreso conoscenza. Ma prima ha chiesto alla moglie di avvisare i colleghi di lavoro: «sono reperibile, dì che se c’è bisogno non posso andare». Paolo Cerrai è morto lì, in via dei Sette Santi, per un infarto. Aveva sessant’anni e ha lasciato un grande vuoto nei cuori di sua moglie Cecilia e dei suoi due figli: Chiara e Diego. Professionista apprezzato, Cerrai dal 2019 lavorava all’ospedale. Era impiegato nell’area tecnica e si occupava prevalentemente degli ascensori.
L’aveva già fatto a Massa e lo faceva da qualche anno anche qui a Livorno. Era bravo nel portare avanti un lavoro che svolgeva con attenzione e meticolosità. E adesso alla sua famiglia vanno le condoglianze della direzione aziendale e ospedaliera dell’Asl, dell’area tecnica e di tutti quei colleghi che hanno trascorso con lui le giornate in corsia. Fino a venerdì scorso, giorno in cui Cerrai era al lavoro. «La scomparsa di Cerrai – scrive l’Asl Toscana nord ovest in una nota – è stata menzionata anche nel corso della commissione consiliare speciale Covid che si è tenuta questa mattina (ieri, ndr) in Comune. Nell’occasione è stata ricordata la grande disponibilità e professionalità di Cerrai il quale, durante i primi mesi della pandemia, aveva attivamente collaborato, tramite l’individuazione e attivazione di ascensori riservati, alla realizzazione di percorsi destinati ai malati Covid. Il suo è stato un attaccamento al lavoro dimostrato fino all’ultimo quando, ieri pomeriggio, colto da improvviso malore, ha voluto far avvertire i colleghi della propria indisponibilità in quanto in turno come tecnico reperibile».
Chi volesse dare un ultimo saluto a Paolo Cerrai potrà farlo domani alle Chiesa Sette Santi Fondatori. Le esequie, curate dal servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno, si terranno alle 10. Fino ad allora la salma rimarrà esposta alla camera mortuaria del cimitero della Misericordia.
In tanti, nel frattempo, si stringono attorno a Cecilia, Chiara e Diego. Che, nel giorno del dolore più grande, scrivono un pensiero dedicato al loro caro: «A te che ora ci guardi da lassù, che ci hai salutato con l’arcobaleno che oggi risplendeva nel nostro cielo, vorremmo renderti omaggio con questa memoria. Quanti dolci ricordi riaffiorano alla mente. Un padre sempre presente nella nostra vita, che insieme a mamma ci ha insegnato e sempre incoraggiato a scegliere la nostra strada, un marito, fedele compagno di vita, sempre pronto a tutto per rendere felice la nostra famiglia, un gran lavoratore, da sempre attento ad ogni piccolo dettaglio, perché l’eccellenza non sta in ciò che fai, ma in come lo fai. Sempre pronto a tendere una mano, ad aiutare gli altri, a far sorridere anche in momenti difficili. E ora, che non ci sei più, che te ne sei andato all’improvviso e in silenzio, vorremmo dedicarti il nostro sorriso, perché sappiamo che è ciò che avresti voluto».
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