Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

«Drogato e obbligato a rapinare» in due a processo per estorsione

di Stefano Taglione
Mario Toncelli titolare della tabaccheria di via del Lavoro
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Mario Toncelli titolare della tabaccheria di via del Lavoro

L’uomo sarebbe stato costretto ad assumere cocaina e assaltare un tabacchi

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LIVORNO. Lo avrebbero drogato e stordito con la cocaina, costringendolo a rapinare una tabaccheria. Poi – dopo aver miseramente fallito il colpo ed essere stato perfino picchiato dal titolare del negozio – preso a bastonate, pugni e testate. Trattenendo la sua auto in attesa del pagamento, poi avvenuto, dei 60 euro necessari per rientrare dal debito contratto per l’acquisto di sostanze stupefacenti, di cui la vittima – un siciliano di 43 anni – ha ammesso di essere dipendente.

Il trentanovenne livornese Niko Casoli e il diciottenne tunisino Elyes Ayari, attualmente in carcere, sono stati rinviati a giudizio per estorsione aggravata, tentata rapina aggravata e lesioni aggravate. Il processo si aprirà a marzo. I due – difesi dagli avvocati Mario Galdieri e Alessandra Natale – secondo quanto ricostruito dalla procura l’11 agosto scorso avrebbero ceduto alla vittima alcune dosi di cocaina a un prezzo di 35 euro, che però quest’ultima non sarebbe stata in grado di saldare. Motivo per il quale, la mattina successiva, l’hanno costretta dopo averla drogata a rapinare la tabaccheria Toncelli di via del Lavoro. Un tentativo miseramente fallito, quello avvenuto all’apertura del negozio accanto a piazza San Marco. «Dammi i soldi. Altrimenti ti ammazzo», le minacce del quarantatreenne nei confronti del titolare, Mario Toncelli. «Abbiamo iniziato a lottare – le parole del commerciante al Tirreno poche ore dopo i fatti – L’ho colpito qualche volta e ho cominciato a chiedere aiuto. Nel frattempo è arrivata gente e lui è scappato».

Il bandito, che risulta vittima dei due imputati ed è assistito dall’avvocata Patrizia Salvadori, è poi fuggito con Casoli e Ayari a bordo della sua auto, la cui targa verrà memorizzata da un testimone oculare consentendo così alla polizia di Stato di rintracciarla e ricostruire la vicenda. Per vendicarsi del colpo non andato a buon fine, fra l’altro, i due giovani avrebbero poi picchiato il quarantatreenne con una testata al naso, prendendolo a pugni e a bastonate col manico di una scopa a casa di Casoli, motivo per il quale verrà dimesso dal pronto soccorso con dieci giorni di prognosi. L’auto, fra l’altro, gliela ridaranno dopo un vaglia di 60 euro, la cifra necessaria per sbloccare il debito di droga.


 

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